Lo abbiamo sognato per anni e per un inverno interno è stato il nostro pallino. Il duo Lewis Hamilton-Ferrari era ciò che quasi tutti gli amanti della Formula 1 desideravano. Era partito con gli abbracci era partito con il sorriso e la voglia di inseguire un sogno. Ora che siamo a metà 2025 ci accorgiamo che tutto pare essersi offuscato ed anche se le gare sono state appena nove e ce ne sono ancora 15 da fare. Per adesso resta solo il sorriso della Sprint in Cina. Pareva la svolta ed invece, invece è rimasta l’unica nota positiva in un spartito musicale da dimenticare. La stagione è lunga ed allora bisogna ritrovare quell’allegria di inizio anno.
Un momento nero da superare
Gli occhi dopo la gara del
GP di Spagna parevano stanchi, il grande Lewis sembrava quasi aver ripensato a quella scelta fatta ormai un anno fa di vestire in rosso. Il dubbio assale tutti: appassionati, addetti ai lavori, ovviamente lo stesso pilota. Il tutto condito dall'abituale pressione che si respira da sempre in Ferrari: non è una scuderia come le altre e se ti cali nell'abitacolo di una rossa sei obbligato a vincere. O almeno andarci vicino. Invece a tenere banco sono sempre i team radio tra il sette volte campione del Mondo e il suo ingegnere di pista Riccardo Adami.
I loro team radio ormai vengono rimbalzati ovunque, come a voler mettere il dito nella piaga. I due che sicuramente non riescono ad arrivare a creare un’armonia perfetta delle volte si lasciano andare come può capitare a chiunque. Questioni di pista che magari vengono risolte nelle riunioni post gara. Lewis è spento e lo si nota da come non ambisce a mordere ogni centimetro della pista come faceva un tempo. Il britannico pare rassegnato ad un 2025 da comprimario. Questo però, non deve accadere lui è una stella della Formula 1 ed ha una missione precisa, riportare il titolo a Maranello o comunque aiutare la squadra e il suo compagno Charles Leclerc. Perché si, siamo già arrivati al confronto interno fra i due, il massimo che al momento riserva il convento. Importante che si resti nei limiti e che gli interessi Ferrari siano sempre davanti a tutto.
Serve ritrovarsi caro Lewis
Ora quegli occhi quasi spenti di Barcellona devono ritrovare quella forza che in piccola parte il pubblico di Imola pareva avergli ridato. Lui si nutre dell’amore dei fan ed è per questo che non può avere il morale basso, deve essere alto per spronare i tifosi a tifarlo più che mai. Rialzarsi è l’unica cosa che può fare ora il Sir, perché vederlo così fa male. Fa male per l’amore che ha messo sin da subito per questa sua nuova avventura, come se riportare la Ferrari al successo in Formula 1 fosse la sfida più importante della sua carriera. Questo era ciò che ci aveva fatto credere. Anche se adesso è tutto grigio, siamo convinti che dentro il suo cuore ci speri ancora.
Quindi deve fare come si fa quando non si trova via d’uscita, pensare a quel bel sabato di Shanghai quando tutto ha funzionato. Quella Sprint vinta pareva poter essere il sigillo per un inizio ed invece è stata una meteora che ha quasi fatto più danni che altro. Alzando le asticelle delle aspettative da quella prova cinese che poi si rilevò disastrosa e ha poi iniziato quasi una lenta discesa. Ci deve essere il momento di risalire, perché sennò quelle pupille non si riaccenderanno mai con i colori del sole. Tutti abbiamo attraversato dei momenti in cui credevamo che fosse finita e delle volte a darci la forza sono stati i ricordi ed ecco che ne appare uno per Hamilton bello e che fa ritornare il pilota ai suoi tempi di gioventù.
La Formula 1 torna in quel Canada che 18 anni fa gli regalò la prima affermazione
Il tempo per ricaricare le pile e capire che non bisogna arrendersi il Sir Hamilton lo ha. Un lasso di tempo in cui potrà ritornare al 2007 a quando la sua storia in Formula 1 è iniziata e di come in Canada trovò la sua prima gioia. Quella gioia che ora insegue in rosso e che deve esserci, o almeno, lottare che si realizzi. Smettere di lottare è l’errore più grande che uno sportivo ma anche qualsiasi persona possa commettere. Hamilton sono sicuro che sarà da musa e ci dimostrerà che non arrendendosi si possa arrivare a scalare le cime anche più impossibili, perché ad oggi questo pare la sfida che lo attende. Il primo step è ritrovare la tranquillità e le motivazioni per le quali si è scelto questo percorso, perché vederlo così da amante di questo sport, fa male al cuore.
FOTO: Formula 1