Tutti sono ancora ai nastri di partenza e la Formula 1 in quella fase dove le attese fanno divampare la fantasia. Il campionato auto più seguito è pronto a scaldarci i “cuoricini”, come canta il tormentone più colorito dell'ultimo festival di Sanremo. Ogni domenica di GP, quando ci chiederanno di uscire risponderemo con le parole di un'altra canzone: ” grazie ma no, grazie”, magari con la scusa di avere la “febbre”. Siamo pronti a tornare “incoscienti giovani” ogni volta che le vetture sfrecceranno, anche perché è “la cura per me” da ogni problema. Lo so, sto giocando con alcuni titoli di Sanremo di quest’anno che ci calzano a pennello, ma siccome la competizione canora ha fatto 75 anni come la nostra amata F1, lanciando un gioco: prendiamo i tre del podio e vediamo se calzano a pennello con il nostro magnifico sport.
Brunori Sas e il concetto di famiglia
“L’albero delle noci” di Brunori Sas è perfetta per la Formula 1 perché rafforza un’unione che viene fuori tra la scuderia e i piloti, diventando famiglia. La canzone parla di come la figlia gli ha cambiato la vita, un po’ come un’armonia perfetta in un team può cambiare la stagione. La squadra è l’essenza di questo sport, basta vedere quando il pilota vince e corre subito dai meccanici, quei meccanici che gli hanno preparato una macchina perfetta per giungere all’obiettivo. Si vince insieme, si festeggia insieme e si è consapevoli che se se manca anche un solo elemento, tutto il castello rischia di crollare.
Si vince insieme, ma si perde anche insieme, soprattutto quando a sbagliare è chi è dietro le quinte. I meccanici sono umani, le componenti meccaniche rispondono alla fisica e così anche quando sembra splendere il sole, le nuvole arrivano a portare tempesta. Il bello è che se ne esce tutti insieme, la colpa è di tutti con il pilota chiamato a rincuorare ogni persona, perché è la figura protagonista. Sas parla del rapporto padre e figlia, un po’ come quando il muretto apre la radio verso il pilota. Molte volte non si capiscono, quasi litigano, vista la frenesia che genera una gara di Formula 1, ma tutto finisce. Come una litigata padre e figlia, perché ognuno sa di aver sbagliato ed impara da quell’errore per non ricommetterlo più.
Lucio Corsi e la fantasia che rende unica la Formula 1
Lucio Corsi ama la MotoGP ma il suo personaggio può essere adattato benissimo alla Formula 1. Con un'aura da cantautore italiano vecchio stampo, ci appare sognatore come tutti i piloti. Lui sogna di essere invincibile come i piloti quando vogliono correre sempre più veloci, provando sulla propria pelle il rischio. Una nota è come un sorpasso, dev' essere calibrata perfettamente e bisogna farlo nel giro di nemmeno un secondo. È l’attimo che rende il tutto fantastico, che ci rende invincibili, ma non lo siamo, e quando sbagliamo torniamo a pensare: “
che volevo essere un duro, ma io non sono nessuno”.
Il pilota quando sbaglia si ferma, si maledice e si rende conto di essere umano. Resta immobile, con il casco ancora allacciato e ripensa ad ogni millesimo di secondo di guida per capire l’errore. L’errore rende umano il pilota, lo riporta con i piedi per terra. Ma il sogno e la fantasia non muoiono mai. L’errore diventa la sua forza e nell’essere consapevoli di essere normali, si raggiungono i grandi risultati. Tutti sbagliano, tutti urlano e si maledicono, ma tutti hanno la seconda possibilità, quella che li fa entrare nell’olimpo della Formula 1.
Olly è il giovane campione che viene sempre attaccato
“Balorda nostalgia” del sorprendente Olly è la canzone vincitrice del Festival di Sanremo 2025 che più calza a pennello con la Formula 1 e sapete perché? Questo ragazzo di 23 anni è stato tanto criticato. Il giovane è la novità, è quello che ci fa capire che i vecchi draghi si possono domare. Lo ha fatto Michael Schumacher con Ayrton Senna, poi in seguito è stato il tedesco a soffrire il giovane Fernando Alonso. Alonso era poi il campione da proteggere quando arrivarono Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. Ora Hamilton è quello che viene tifato contro il giovane prodigio Max Verstappen.
La vita è così, è nostalgica e delle volte ci fa perdere il senno e forse il motivo per cui amiamo qualcosa. La Formula 1 è come la musica, ci fa tornare bambini ogni volta che la vediamo. Non accettiamo di crescere, ma la F1 fa 75 anni come 75 anni fa Sanremo. I grandi campioni e i grandi cantanti sono passati e passeranno. Noi siamo pronti a metterli nel nostro album della memoria, per sentirci sempre dei Peter Pan.
FOTO: Formula 1