L30 Racing di Ivan Lazzarini, dai trionfi motard alla nuova sfida nella velocità

Storie di Moto
lunedì, 01 settembre 2025 alle 19:15
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Una sfida non da poco per L30 Racing di Ivan Lazzarini, da tempo protagonista nel motard e dal 2026 anche nella velocità, precisamente nel CIV PreMoto3. Un cambio importante che vi abbiamo già raccontato con il giovanissimo Andrea Benvenuti. Stavolta guardiamo ad una squadra, quella di Ivan Lazzarini, 46 anni di Pesaro, pilota da quando aveva 6 anni, seguendo il vizio di famiglia, da buon nipote del tre volte iridato Eugenio. La differenza però sta nella specialità, prima motocross e poi motard: Ivan Lazzarini è il pilota Supermoto più titolato in campo italiano e negli anni s'è ben distinto anche a livello mondiale, sia a squadre (quattro titoli) che da solo (tre volte vice-campione del mondo). Dal 2013 ha il suo team, a cui si dedica completamente dal 2016 con grande successo: spiccano soprattutto i cinque titoli iridati. Dall'anno prossimo la sfida raddoppia, tra il motard e la novità nella velocità: ci siamo fatti raccontare la storia.

DEBUTTO NEL CIV PREMOTO3

Ivan Lazzarini, ci spieghi meglio la futura nuova sfida di L30 Racing?

L'idea è venuta per una mia voglia di cominciare a lavorare con i ragazzini. Nel motard quasi non ce ne sono e mi andava di mettere un po' a disposizione l'esperienza fatta in quasi 40 anni di gare. Non volevo fare solo il team classico, quindi portando le moto alle gare con i tecnici ecc, ma condividere l'esperienza che può servire ad un ragazzino per entrare in questo mondo. Come approcciarsi, come spiegare le cose ai tecnici... Seguirli anche dal punto di vista mentale, secondo me la parte fondamentale, molto più della parte tecnica e atletica.

Un aspetto che già si guarda di più, ma che è ancora sottovalutato.

Sì e non capisco perché. Alla fine è la parte più importante! Questi ragazzini invece sono un po' abbandonati a se stessi sotto questo punto di vista, spesso addirittura con genitori che dovrebbero aiutarli e invece... Tutti pensano di avere in casa il Marc Marquez della situazione per figlio e non è così. Purtroppo non è solo in questo sport: mio figlio gioca a calcio e lì sono tutti Ronaldo! Quindi bisogna cercare di aiutare questi ragazzini a crescere per quello che possono, perché non siamo tutti uguali e non abbiamo tutti lo stesso talento. I risultati arrivano non solo per questo, ma anche col lavoro, o col cervello che funziona. L'aspetto psicologico è quello che mi preme di più.

Ecco quindi il motivo della scelta del CIV PreMoto3.

Penso i ragazzini siano ancora nell'età più 'vergine', oltre al fatto che è una categoria in linea anche con quelle di altri paesi, come in Spagna, con la stessa moto. Ha più senso anche dal punto di vista regolamentare.

Un nuovo progetto in tandem, collabora anche Kevin Vandi.

Kevin corre con noi praticamente da quando ha iniziato in motard, aveva 16 anni. Con noi ha vinto 4 campionati italiani e un europeo, e collabora con me da quando ho iniziato. Non è solo un pilota, fa proprio parte del team. Avere qualcuno a bordo pista che li segue, analizza, li riprende... Anche perché nasce in quelle categorie, fino ad un paio di incidenti che gli hanno messo paura e ha dovuto smettere, solo dopo anni è ripartito col motard. Ha passato quindi quella fase che secondo me passano vari ragazzi, quindi può essere utile. Io sono il team manager della squadra, lui possiamo definirlo il coach.

Cambierà molto a livello di struttura?

Non molto, direi che abbiamo quasi tutto, mancano solo gli ultimi dettagli. Il motard non lo fermeremo ma andremo avanti, anche se ridurremo un po' l'impegno. Speriamo non ci siano gare in concomitanza o dovremo dividerci! La struttura grande verrà ovviamente al CIV e il resto seguirà il motard. Il nostro progetto è per minimo 4 anni, questa è l'idea, e puntiamo a schierare al massimo tre piloti, abbiamo alcune idee. In più il nostro pilota nel motard, Matteo Andreotti, vorrebbe provare a fare il Trofeo Aprilia 660. Ma ci siamo appena mossi, è ancora tutto da definire.

LAZZARINI E LA STORIA DI L30 RACING

Ivan Lazzarini, ricordaci qualcosa della tua carriera da pilota.

Parto come crossista, faccio tutta la trafila fino ad arrivare nel Mondiale, dopo 3-4 anni ho smesso. Avevo 21 anni e mi era passato il sentimento, sono andato a lavorare per un anno, nel 2002 ho ricominciato nel motard. Mi sono trovato subito bene e da lì ho vinto 12 titoli italiani, 4 titoli mondiali a squadre, la medaglia d'oro agli X-Games, sono diventato vice-campione del mondo per tre volte. Ho trovato quello che è diventato il mio lavoro per tanti anni. Nel 2013, quando ancora correvo, mi sono fatto la squadra, quindi ho corso per due anni come pilota/team manager: nel 2015, il mio ultimo anno, ho chiuso da vice-campione del mondo.

Dal 2016 quindi passi solo "dall'altra parte" e con successo.

Il team si basa soprattutto su tre persone: io, Kevin e Luca Cuccui, il nostro meccanico/tecnico da quasi 12 anni. Poi ci sono altri, tra chi è con noi da più tempo e chi invece 'gira': se trovi qualcuno bravo te lo tieni stretto, ma non è facilissimo, come in tutti i lavori del mondo. Siamo ripartiti dall'Italiano e abbiamo vinto vari titoli con diversi piloti, poi negli ultimi anni abbiamo portato a casa cinque titoli mondiali con Marc Schmidt. Abbiamo fatto il massimo che potevamo fare! Forse è stato anche questo, l'aver vinto tanto, che ha portato a cercare qualche motivazione nuova. Vincere è bellissimo, se lo fai ripetutamente forse viene un po' meno quella "fame" necessaria in questo lavoro, che di base ha sempre la passione. Poi sai, si cresce anche, si matura, sono papà anche io.

Riguardo tuo figlio, nessuna passione per le moto?

No, zero! È tutto calcio, solo il pallone. Non ha preso da me [risata] Ma è la sua passione, lo vado a vedere, tenendomi però lontano anche dalla tribuna dove ci sono gli altri genitori... Anche nel calcio sono belli invasati. Io non ho mai cercato di 'indirizzarlo': ho avuto due genitori intelligenti che non mi hanno mai spinto e ho voluto fare lo stesso. Se me l'avesse chiesto non gli avrei detto di no, essendo una famiglia da generazioni nelle moto, però sotto sotto sono contento che non l'abbia fatto...

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