Per tanti giornalisti di oggi è stato il Maestro, una vera e propria fonte d'ispirazione. Luigi Rivola rappresentava la memoria storica del motociclismo. Si è spento a 76 anni lasciando un grande vuoto. Nato a Faenza nel 1948 si è appassionato subito al mondo dei motori e non sarebbe potuto essere altrimenti. La Romagna è da sempre "la terra de mutor" e Luigi Rivola ne è stato uno dei grandi interpreti, prima con pilota poi come giornalista e scrittore. Nel 1970 ha iniziato a gareggiare nel Campionato Italiano Juniores su Ducati poi è diventato pilota ufficiale Suzuki-Italia nella classe 500 conquistando risultati prestigiosi. All'epoca si correva la Temporda Romagnola nei circuiti cittadini di Modena, Imola, Riccione, Milano Marittima e Cesenatico.
Ha lasciato poi l'attività agonistica per dedicarsi al giornalismo diventando un vero e proprio punto di riferimento ma nel 1988 ha indossato di nuovo tuta e casco per stabilire quattro record di velocità su pista, a Nardò.
Luigi Rivola la sua lunga carriera giornalistica
Nel 1973 ha iniziato a scrivere per il settimanale Moto Sport e da lì è diventato un vero punto di riferimento. Nel corso della sua carriera ha lavorato per tante testate tra cui La Moto, Motociclismo, Motosprint, SuperWheels, Motonline.com, Dueruote... Si è distinto anche come scrittore con celebri opere tra cui "Classe 500. La regina del motomondiale". Nel 2022 è stato co-autore del volume “Misano World Circuit - Marco Simoncelli. 50 anni di corse/50 years of racing 1972-2022”. Proprio quest'anno aveva festeggiato i 50 anni di professione, spinto sempre da quella passione, quella tenacia che ha caratterizzato in tutta la sua vita. Ci lascia oltre che un grande professionista un collega dall'enorme spessore umano,