MotoGP: verso le qualifiche di Losail, 1-2-3 HRC, Rossi insegue

MotoGP: verso le qualifiche di Losail, 1-2-3 HRC, Rossi insegue

Stoner resta imprendibile, le Yamaha puntano al podio

Tre Honda vestite Repsol davanti a tutti nella classe regina. Non siamo nel 1997, bensì nel primo appuntamento della stagione 2011 a Losail con Casey Stoner, Dani Pedrosa e Andrea Dovizioso a monopolizzare un’ipotetica “prima fila” provvisoria aspettando le qualifiche ufficiali. Un ritorno al passato a rispolverare la formula di successo dei tempi d’oro della HRC, che tra obblighi contrattuali, scelte interne e necessità virtù è tornata a schierare un trio di campioni sotto lo stesso tetto. Questa è la prima “vittoria” di Shuhei Nakamoto (vice presidente esecutivo HRC) e Livio Suppo, doverosamente inquadrati dalla regia internazionale al termine del terzo turno di prove libere in Qatar, soddisfatti e fiduciosi per una stagione cominciata sotto i migliori auspici per la prima potenza della MotoGP. C’è l’arsenale tecnico, con una RC212V ultima evoluzione che viaggia come un missile dando seguito alla crescita mostrata nella seconda parte del 2010. Non può esser soltanto la moto a fare la differenza, perchè i piloti Repsol Honda in questo momento stanno dando il massimo per prevalere nel confronto interno e, a questo punto, in termini assoluti della top class. Casey Stoner e Dani Pedrosa, per stessa ammissione dei loro colleghi, sono di un altro pianeta in una realtà che prosegue senza soste dai primi test invernali a Sepang. Con determinazione sono stati raggiunti, seppur a distanza, da Andrea Dovizioso, risolvendo con la solita metodicità alcuni problemi riscontrati giovedì, potendo già disporre inoltre di un’invidiabile banca dati per settare la moto sia per una scelta più conservativa in materia di pneumatici (la mescola più “dura”, maggiormente indicata per terminare senza problemi la corsa), sia per quella più aggressiva (le “morbide”, che poi sono le “medie” in Qatar). L’unico ostacolo in casa HRC sembrano essere gli imprevisti nel percorso che porterà alla gara domenicale: la solita tematica consumi (ma la nuova RCV consuma meno…), la scelta in materia di pneumatici, magari qualche contatto ravvicinato nel confronto diretto. Non sembra però esserci nessuno in grado di avvicinare soprattutto i due capoclassifica, Pedrosa e, a maggior ragione, Stoner dal rendimento spaziale sul giro singolo (cestinato il record in gara che resisteva dal 2008 e da lui stesso detenuto) e sul passo. Proprio sulla costanza Pedrosa può sperare: l’australiano con disarmante superiorità è riuscito a metter insieme, a coppia di 3, ben 6 giri sotto l’1’56”; Dani ha risposto con due “run” in crescendo con 6 passaggi su questi raffronti, seppur non comparabili con la velocità del suo compagno di squadra. Piccolo particolare, Stoner con le gomme di mescola dura già usate in precedenza, Pedrosa nell’ultima uscita con le cosiddette “morbide”: insomma, tutta un’altra storia. Con un netto vantaggio Honda (e di Stoner), la concorrenza si ingegna a trovar rimedi puntando a limitare i danni in attesa del ritorno in Europa e dei test post-gara di Estoril dove tutti porteranno novità. La Yamaha lavora in silenzio e Jorge Lorenzo dimostra una delle sue migliori doti, la perseveranza. Con il proprio staff risolve problemi che sembravano insormontabili, migliorando il rendimento della M1 ed è provvisoriamente sul podio virtuale, con addirittura un “long run” da 13 giri consecutivi sull’1’56” e due puntate sull’1’55”. Ecco spiegato perchè è il Campione del Mondo in carica… La sua ombra resta Ben Spies, comprensibilmente fiducioso quantomeno per puntare ad un piazzamento nella top-5 e, perchè no, al podio, anche se per sua stessa ammissione pensare alla vittoria è quasi un’utopia. Torna d’attualità al box Ducati la costante dinamica dei test invernali: ad un passo in avanti di Valentino Rossi (soddisfatto, per non dire felice, giovedì), due indietro nella successiva giornata. Manca mezzo secondo, motivato dal “Dottore” per la spalla infortunata e la totale inesperienza in un week-end di gara con questa moto. “Non conosciamo perfettamente la Desmosedici“, ha detto Valentino, “come ci è già successo nei test ad un certo punto abbiamo trovato qualche difficoltà a fare uno step ulteriore. Stiamo cercando di lavorare sulla distribuzione dei pesi, soprattutto sul posteriore, però non abbiamo ancora trovato il compromesso giusto“. Il risultato è di trovarlo in 8° posizione di poco davanti alle Ducati Pramac di Randy De Puniet e Loris Capirossi in risalita con Nicky Hayden sceso fino alla 14° posizione. L’unico Ducatista felice è Hector Barbera, dal passo gara rivedibile, ma con qualche exploit che lo confermano tra i piloti ad aver concretizzato un evidente salto di qualità rispetto al 2010. In positivo anche la coppia Yamaha Tech 3 con una M1 “clienti” a tutti gli effetti che consente a Colin Edwards di mostrarsi fiducioso e a Cal Crutchlow arrivare a pochi decimi dalle posizioni che contano, pur con un infortunio alla mano sinistra e qualche dolore alla spalla. Ben più problematica la situazione di Alvaro Bautista: femore sinistro rotto, operato nella notte a Doha ne avrà per 2-3 mesi. Non ci sarà nessuna Suzuki in gara a Losail, definitivo naufragio della politica di schierare una sola moto in questa 2011, quasi anticipando un ritiro non ancora deciso dai vertici di Hamamatsu. Il paradosso è che il team Rizla Suzuki è l’unico ad avere sotto contratto un pilota pronto a rientrare in corsa per qualsiasi evenienza, quel John Hopkins che vanta una grande esperienza nella top-class e che ha ripreso contatto con la GSV-R sabato scorso per dei filmati promozionali proprio a Losail. Ci sarebbe tempo fino alle 12:00 per comunicare un sostituto, ma “Hopper” è già rientrato alla base: a meno di miracoli e soluzioni dell’ultim’ora, la Suzuki non sarà nello schieramento di partenza della prima gara 2011, lasciando tutta la posta in palio a tre soli costruttori con la Honda pronta a fare “all in”.

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