MotoGP: Rossi e Yamaha a Brno, dove tutto era iniziato

MotoGP: Rossi e Yamaha a Brno, dove tutto era iniziato

Nel 2003 l’incontro “segreto”, 7 anni dopo il divorzio

di Redazione Corsedimoto

Brno è un circuito speciale per Valentino Rossi: nel 1996 la prima vittoria nel Motomondiale in 125cc, a cui seguirono altri 6 successi nel corso degli anni. Trionfi sportivi, ma anche importanti decisioni per il proprio futuro. Nel 2003 in Repubblica Ceca comunicò ufficialmente alla Yamaha la propria intenzione di correr con loro lasciando, clamorosamente, la Honda. Lo racconta nella sua autobiografia, spiegando nel dettaglio le dinamiche di un incontro “segreto” nel paddock, non il primo (già avvenuto in precedenza a Donington Park), ma quello sicuramente “decisivo”. A mezzanotte o giù di lì Rossi, accompagnato dall’allora manager Gibo Badioli, l’inseparabile Uccio e Nello del fans club, incontrò nell’estate 2003 nei pressi della Clinica Mobile Lin Jarvis e Davide Brivio. Un incontro surreale, con i due vertici Yamaha costretti a nascondersi sotto un tavolo appena sentito l’arrivo di un motorino, ma che è risultato decisivo per il passaggio che ha segnato un’era. “Ho deciso, vengo con voi“, la chiara e inattesa comunicazione con conseguente stretta di mano con Davide Brivio, a dimostrare che non era uno scherzo, a suggellare un accordo che ha portato quattro titoli mondiali ed una pagina indelebile di storia. Sette anni più tardi, sempre a Brno, questo rapporto è destinato a concludersi. Lunedì, a quanto sembra, è atteso l’annuncio del divorzio e conseguente passaggio alla Ducati, una nuova sfida che proprio Rossi declinò nel 2003. “Non era quello che stavo cercando“, “Stessa passione, ma filosofie diverse” sono le motivazioni espresse da Valentino. In tre distinte occasioni compare nel “Pensa se non ci avessi provato” anche “La Ducati mi è sembrata un pò come la Honda“, ritenendo il pilota utile, ma non indispensabile. In sette anni è cambiata la Ducati, è cambiata la Yamaha, probabilmente è cambiato anche Valentino Rossi. Via quindi al passaggio del secolo che accontenta un pò tutti (appassionati, organizzazione, media, sponsor), ma che fa riflettere sul come ci si è arrivati. Dal “Lasciare la Yamaha sarebbe come un tradimento” del febbraio scorso, al non trovare più l’intesa. Masao Furusawa è destinato a lasciare il ruolo di massimo responsabile delle attività sportive di Iwata, subentrerà Lin Jarvis che ha proposto un buon contratto a Valentino, ma senza più i galloni di responsabile unico dello sviluppo e uomo di punta, specie con un Jorge Lorenzo spedito verso il suo primo titolo mondiale. Così si dice da una parte, dall’altra il contrario o quasi: è la Yamaha ad aver fatto/imposto una scelta “suggerendo” a Valentino di andarsene, preferendogli Jorge Lorenzo, la linea verde, eccetera eccetera. Ecco quindi che in 7 anni, pur con quasi tutti gli interpreti ancora in carica, cambiano radicalmente obiettivi e… “filosofie”. Non la voglia di accettare una nuova sfida per Valentino Rossi, seguito probabilmente dai suoi uomini di fiducia (Brivio, Burgess, Flamigni), con la strana e particolare coincidenza di trovar la formalizzazione della trattativa proprio a Brno. La Ducati prende il pilota più vincente dell’ultima decade inseguito con un’attenta strategia in questi mesi, la Yamaha perde tanto, ma può contare su di un Jorge Lorenzo presente e futuro del marchio (e di questo sport). Valentino Rossi? Per lui la “sfida delle sfide”: quella che non stava cercando nel 2003, che torna d’attualità dopo 7 lunghi anni. Alessio Piana

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