Intervista a Marco Melandri, il suo approccio alla Superbike

Intervista a Marco Melandri, il suo approccio alla Superbike

Le prime sensazioni in sella alla Yamaha YZF R1

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Anno nuovo, campionato nuovo. Per Marco Melandri, nuovo pilota Yamaha ufficiale nel mondiale Superbike, il test effettuato a cavallo tra la fine dello scorso novembre e l’inizio di dicembre è stato un banco di prova importante per poter portare avanti il lavoro di adattamento alla YZF-R1. Tante le impressioni, le indicazioni e le speranze riposte per il prosieguo di questa avventura, che proprio sul tracciato australiano vedrà il prologo per il primo round della stagione 2011, nell’ultimo week-end di febbraio. BikeRacing.it ha avuto l’occasione di intervistarlo nel corso della festa natalizia di Nolan, prima del recente intervento chirurgico alla spalla del 23 dicembre. Le incognite relative alla moto sono in gran parte sparite, grazie al test di Phillip Island. Cosa ci puoi dire riguardo alla YZF-R1 Superbike? Quali sono state le tue sensazioni a riguardo? “Molto buone, abbiamo lavorato tanto in Australia sulla nuova moto, anche perché il regolamento ci impone dei cambiamenti abbastanza radicali. Sono molto contento, siamo partiti con calma all’inizio e abbiamo avuto qualche difficoltà. Alla fine poi abbiamo fatto un ottimo lavoro, sapevo che era una pista difficile per la Yamaha quindi abbiamo preferito sempre lavorare con gomme vecchie per cercare di migliorare il ritmo di gara. Abbiamo compiuto un bel balzo in avanti e su una pista come Phillip Island potrà avvenire una buona partenza.” Hai potuto constatare le differenze tra il prototipo utilizzato lo scorso anno e la Yamaha Superbike? “E’ diverso, perché in alcuni punti nei quali la MotoGP era stabile la Superbike si muove tanto, comunque c’erano alcuni punti nei quali migliorare riguardo alla moto e lo abbiamo fatto. Certe volte è capitato anche il contrario, ovvero che in parti del tracciato la Superbike si muovesse meno rispetto alla MotoGP. Abbiamo trovato un buon passo, in alcuni punti fatichiamo un pochino quanto a stabilità ma dobbiamo e possiamo migliorare.” C’erano oltre a te e Eugene Laverty, altri due piloti in pista. Hai avuto occasione di incrociarli e dare uno sguardo anche a loro? “Di fatto non ho visto nessuno, eravamo in quattro e quando ho incrociato Biaggi lui ha chiuso il gas. Però guardando al ritmo dell’ultimo giorno, viste le stesse condizioni, siamo stati competitivi ed è questo l’importante. Io credo di aver individuato i punti sui quali si deve puntare per far meglio, anche se non ho visto la concorrenza: in uscita di curva dobbiamo migliorare sull’elettronica, perché ho un modo completamente diverso di aprire il gas rispetto ai piloti precedenti. Stiamo lavorando ancora sull’anatomia della moto, proprio oggi andrò in Yamaha a vedere un serbatoio nuovo, in quanto è molto grande e mi impedisce di usare le gambe nel modo corretto, facendomi faticare alla guida.” Cosa pensi del nuovo compagno di squadra e dell’ambiente in generale? “Credo che sia un bravo ragazzo e veloce. Sul giro singolo ha già mostrato le sue potenzialità, mentre sul passo è rimasto un po’ attardato, però è appena arrivato nella maxi-moto e deve ancora prenderci la mano. Mi è piaciuto comunque l’ambiente della squadra, non c’è separazione tra i due piloti, le equipe di meccanici si mischiano e si aiutano a vicenda, così come i piloti nei meeting tecnici parlano assieme. Questo è importante per far crescere la moto e l’ambiente sereno credo faccia piacere a tutti.” In quale situazione pensi di trovarti per i test di Portimao? Quali cambiamenti ti aspettano? “Abbiamo in programma due cambiamenti abbastanza grossi a livello di elettronica, dobbiamo modificare gli equilibri relativamente al lavoro del controllo di trazione e del sistema di anti-impennamento. In più, spero di essere più comodo in sella, per poter avere una maggiore facilità di guida rispetto agli altri test. Sarà difficile secondo me adattarsi alla pista, penso sia una delle più difficili anche se vista in televisione appare molto bella, quindi abbiamo tutto da scoprire e speriamo di trovare delle condizioni meteorologiche favorevoli per poter fare una simulazione di gara.” La partenza è stata indicata come il problema maggiore da affrontare con la YZF-R1 “Ho fatto un paio di partenze e non mi è sembrata male. Mi hanno infatti detto in molti che è una moto difficile quanto alla partenza, ma non ho trovato grosse difficoltà. La frizione era un po’ nervosa, ma con la moto nuova abbiamo cambiato un po’ anche gli equilibri, e ora dobbiamo lavorare anche su questo, ovvero che la moto sembra slittare un po’ troppo nei primi metri. Io ho notato la presenza di un ‘anti-wheeling’ eccessivo, e questo creava molta confusione e rendeva il mezzo meno regolare nell’erogazione.” Valerio Piccini Servizio Fotografico Diego De Col

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