Quanto è costata l'ecatombe di Phillip Island

Quanto è costata l'ecatombe di Phillip Island

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Nelle otto terribili cadute di giovedi-venerdi nessuno si è fatto male sul serio e a Phillip Island non è scontato, perchè qui – come dice Marco Melandri – vai forte anche dove ti sembra di andare piano.

Passata la paura possiamo parlare dell'ecatombe sotto un'altra chiave: quanto è costato questo disastro alle squadre? Proviamo a fare due conti.

SUZUKI ha accusato ben quattro (!) cadute, due a testa per Leon Camier e Jules Cluzel. Dopo la terza Paul Denning ci ha fatto sapere via twitter che il conto dei ricambi era già sui 60 mila €. A fine sessione però Camier ha fatto decollare la GSX-R, letteralmente. All'uscita dell'ultima curva (5° marcia, 220 km/h) la moto è partita per la tangente, si è impuntata nella sabbia della via di fuga (molto ampia) ed è volata aldilà delle barriere, atterrando sopra i cespugli. La moto si è distrutta, quasi tutto è da buttare.

KAWASAKI La scivolata di Sykes è stata a basso impatto, ma quella di Baz si è rivelata una catastrofe. La ZX-10R del francese è stata riportata al box su un carello con l'anteriore divelto, i cerchi ruota piegati, il telaio storto e il motore danneggiato. Adieu Ninja.

HONDA Jonathan Rea ha picchiato forte alla curva due e la CBR-RR ne è uscita molto male. Ma forse qualcosa è stato salvato.

DUCATI Non altrettanto fortunata è stata la Ducati che nel tremendo high side di Ayrton Badovini ha perduto una delle quattro Panigale spedite in Australia. La moto è bruciata per diversi minuti a bordo pista ed è rientrata carbonizzata e con alcuni particolari addirittura fusi. Difficile che si sia salvato qualcosa.

Riassumendo: quanti soldi sono andati in fumo per tre moto ufficiali distrutte e cinque danneggiate? Considerando che  montano pezzi esclusivi come la forcella Ohlins TSRSP25 che da sola costa 14 mila € (di leasing!) può essere che la somma totale raggiunga i 6-700 mila €. Per due soli giorni di test di 14 piloti, rimasti in 11 il secondo giorno.

Cadere fa parte del gioco e nei test ancora di più perchè superare il limite è l'obbiettivo. Ma la domanda è: l'ecatombe si poteva evitare? A volte sembra che i piloti rischino per nulla. Ci chiediamo che che senso abbia, per uno come Leon Camier che domenica può aspirare al podio, lanciarsi a vita persa all'ultimo istante della giornata finale con la gomma supersoffice da qualifica. Con pista troppo calda per essere veloce e folate di vento assassine lui voleva stracciare tutti i record. Per quasi tutti i piloti (e team…) scalare la platonica classifica dei test è da sempre una sfida importante. Quasi come vincere la gara.

Però il conto talvolta può essere salato.

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