MotoGP: Marc Marquez, è quando non vince che bisogna stupirsi…

MotoGP: Marc Marquez, è quando non vince che bisogna stupirsi…

Sempre più fenomeno in pista, e fuori: doma la moto, gli avversari e poi va contro gli ordini Honda bacchettando i tifosi scorretti.

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Marc Marquez, il selfie dopo il successo nel GP San Marino Riviera Rimini 2017

C’è ancora chi si stupisce quando Marc Marquez compie imprese come quella di Misano. Piuttosto bisognerebbe stupirsi quando non vince. Perché il catalano è una spanna su tutti gli altri piloti MotoGP. Forse anche due…

NUMERI – Il mainstream è indotto per business a presentarvi MM93 come un “semplice” top. Se vi dicessero la verità si rischierebbe il calo di interesse. Ho il forte sospetto che Marquez sia il pilota di moto più veloce, più folle e più feroce mai esistito. Ancora più di Agostini, Hailwood e Rossi. Lo dicono i numeri. Ha vinto il titolo MotoGP al debutto (2013), a soli 20 anni. Da allora ha perso solo nel 2015,per le troppe cadute: sei in diciotto gare. Due anni fa la Honda era troppo inferiore anche per un super pilota come lui. Ma domenica a Misano come andava la RC213V? Il compagno di squadra Dani Pedrosa ha preso un minuto e mezzo (abbondante), Cal Crutchlow che nell’acqua ha sempre nuotato come un pesce si è disteso e Jack Miller, altro acquatico mica da ridere, ha incassato 24 secondi. Uno a giro, giù di li. “Ero convinto che all’ultimo giro pensasse al Mondiale” ha detto l’ancora ingenuo Danilo Petrucci. Si, ci ha pensato eccome al Mondiale. A modo suo, però.

CURVA – A Misano Marquez è stato grande, anzi grandissimo, anche fuori dalla pista. Al mattino è caduto nel warm up e mentre si rialzava incolume,  è stato travolto da una bordata di fischi. Lui che fa? Alza lo sguardo e lancia baci, come quei calciatori che nella bolgia avversaria segnano  e poi fanno “Ora zitti” alzando il  dito indice alla bocca. Dopo il podio, fischiato anche lì, ha preso il microfono in mano e ha detto la sua. “Non concepisco il fatto di essere contenti per la caduta di qualcuno. Posso capire i fischi sotto il podio, ma non quando un pilota finisce a terra. Per me è una cosa molto triste. Spero che i miei tifosi non lo facciano mai, non è un comportamento degno”. Scontato? No, perchè ha eluso un preciso ordine Honda. Dai  fatti di fine 2015, cioè la lite con Rossi e il marasma che ne seguì, la squadra  gli raccomanda di continuo di non polemizzare  con nessuno: tifosi, tantomeno giornalisti schierati.

Marquez in un pomeriggio ha domato la sua moto, piegato gli avversari nonostante  la evidente  inferiorità tecnica e aggirato il politically correct imposto dalla Honda. Un fuoriclasse gigante.

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