Caso Romano Fenati: con chi correrà il GP del Giappone?

Caso Romano Fenati: con chi correrà il GP del Giappone?

Il pilota marchigiano, al momento, può rientrare in pista il 21 ottobre. Gli manca solo trovare un nuovo team

di Paolo Gozzi, @paologozzi1
VALENCIA, SPAIN - NOVEMBER 11: Vito Ippolito of Venezuela and FIM president speaks (R) during the press conference for the

Romano Fenati, ad oggi, può tornare a correre a partire dal GP del Giappone del 21 ottobre, dopo aver scontato i due GP di squalifica comminati dal FIM Steward MotoGP Panel a Misano,  cioè Aragon (23 settembre) e Buriram (7 ottobre). Gli mancano moto e team, visto che è stato licenziato in tronco dal team Snipers Moto2, ma se spuntasse fuori un’alternativa Fenati sarebbe un pilota libero di tornare in pista. Non è da escludere che qualcuno nel paddock ci stia pensando: okay, Romano ha fatto una grande cazzata, ma resta pur sempre uno dei migliori talenti in circolazione. Ha un carattere un pò difficile, ma io personalmente non ho mai conosciuto piloti forti che avessero carattere “facile”. Genio e follia sono elementi imprescindibili nell’animo di tutti i campioni di questo sport. Vi piaccia o no. Fenati con la moto e la struttura giusti, può giocarsi i Mondiali. Quindi  tutto il casino che hanno montato le varie federazioni sportive che senso avrebbe? Nessuno. Ecco perchè.

FEDERMOTO FUORI GIOCO – Venerdi la FMI ha confermato la sospensione della licenza italiana, ma i federali si sono dimenticati di spiegare al grande pubblico che sta seguendo la vicenda che questo tipo di licenza non serve per correre nei GP. Lo stabilisce l’articolo 1.10.1 delle norme sportive del Motomondiale emesse dalla Federmoto Internazionale. “Per correre nel Campionato del Mondo, i piloti devono far parte di una squadra iscritta all’Irta (l’associazione dei team). Il pilota deve essere in possesso della “Licenza FIM Grand Prix” rilasciata da una Federazione nazionale (…) La Federazione Internazionale non obbliga un pilota GP ad essere in possesso di una licenza nazionale. In ogni caso l’obbligatorietà di avere la licenza nazionale è riservata (dipende dalla legislazione nazionale applicabile).” Sarei curioso di sapere se TUTTI i piloti italiani che corrono nei GP hanno chiesto anche la licenza italiana. Risulta che alcuni, anche famosissimi, non ce l’abbiano. Quindi la “sospensione della licenza italiana” confermata venerdi dalla FMI non ha alcun effetto sportivo. Fenati ha fatto un grande gesto di cortesia a presentarsi all’udienza di Roma, avrebbe potuto farne a meno. Se volesse, potrebbe chiedere licenza nazionale di un’altra Federazione. I piloti italiani impegnati nelle corse su strada sono tutti licenziati “esteri”, perchè la polizza assicurativa FMI da quest’anno non copre i rischi di questo genere di gare. Hanno gareggiato al Tourist Trophy, fra case e muri, e la FMI non ha potuto impedirlo. La domanda da farsi è: se la licenza italiana non è necessaria per correre i GP, perchè la FMI si è mobilitata per mettere il cappello sula vicenda Fenati?

INTERNAZIONALE – Martedi 18 settembre Romano Fenati andrà in Svizzera per essere ascoltato dal presidente della Federazione Internazionale, Vito Ippolito, che vuole approfondire i fatti. Ma anche la FIM ha un grave problema: un organismo giudicante FIM  ha già esaminato i fatti di gara, e comminato due GP di sospensione. Si tratta del “FIM MotoGP Steward Panel” che, come dice la sigla stessa, dipende (o dovrebbe…) dallo stesso Ippolito. E’ vero che il Presidente potrebbe fare in modo da aggravare la sanzione, ma politicamente non gli conviene. Perchè cambiare il giudizio dei commissari di gara  sarebbe ammettere esplicitamente quello che tutti in realtà già sanno, cioè che la FIM nei giochi regolamenti e della gestione sportiva dei GP c’entra quanto il due di picche. Alcuni dei massimi responsabili della sicurezza (Franco Uncini) e della gestione sportiva (il direttore di gara Mike Webb) hanno la camicia griffata FIM ma in realtà sono personaggi scelti, sostenuti ed avallati dal promoter Dorna. Il caso Fenati si sta rivelando un pericolosissimo boomerang per tanti che ci hanno avventatamente messo il cappello sopra, trascinati dall’onda dell’indignazione popolare.

EPILOGO – Romano ha fatto un errore gigantesco, ma è stato già sanzionato dall’autorità sportiva e le due gare di sospensione (il massimo della pena mai comminato nei GP per fatti di gara) sono un precedente che qualsiasi legale potrà usare per controbattere ad eventuali inasprimenti di sanzione che Ippolito dovesse decidere. Fenati, prima o poi, tornerà a correre: perfino tantissimi piloti sono intervenuti per sostenere che merita un’altra opportunità. La perdita di potere delle Federazioni, a vantaggio degli interessi economici dei promoter, invece resterà sul tappeto…

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  1. Paolo'77 - 6 giorni fa

    Una possibilità si ridà a tutti. Il fatto è gravissimo. L’incidente e il morto non c’è stato(per fortuna,per miracolo?). La giustizia deve tener conto del rispetto delle persone, anche ‘del colpevole’. Nè giudici nè colleghi piloti nè chiunque passi x internet(= mè)può negare a questa persona di redimersi tornando a fare il suo mestiere e dimostrare a se stesso(cosa+importante,o?gli vogliamo rovinare la vita?)e agli altri che ha avuto una ‘alzata di testa’, ?a chi non è successo..a tutti. La macchia gli rimane à vita se può confortare chi vuole essere ancora+cattivo del gesto di Romano. Certo che torna a correre,e correrà,se in futuro vincerà,bisogna applaudirlo 2 volte,perchè lo aspetta la montagna+alta di tutte. Mai mollare. Se poi lui si sente un nervosismo che non riesce a gestire in taluni momenti, sarà il primo a farsi da parte, tanto un campione di tale calibro non diventa pazzo da oggi a domani. In merito al regolamento per fortuna chi l’ha redatto è molto più coscienzoso della giustizia popolare. Se poi si ripetesse un’atto di tale violenza allora amen diventa recitivo apriti cielo fatti avanti condanna sportiva à vita. Renato 6 bravo, hai fatto solo una cazzata, non badare, mente chi nega gli sia mai successo. Riprenditi la tua strada(dà solo senza aiuti)e và a vincere,stò capitolo è già chiuso,la vita ci scorre veloce à tutti,chetticredi? che siamo tutti santi.Macchè.

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  2. alfonsogalub_696 - 7 giorni fa

    Alla fine Fenati deve tornare a correre, la gogna mediatica che si è creata nei suoi confronti la trovo stucchevole. Ha sbagliato, verissimo, però gli si deve indicare una pena precisa (2 gare, 10 gare, 20 gare) ma poi deve essere riabilitato. Si riabilitano gli assassini e non riabilitiamo un ragazzo di 22 anni che ha fatto una stupidaggine? Ove fosse possibile, sarei per aiutare Fenati a trovare una moto per correre (anche in un altro campionato differente dal motomondiale) anche attraverso una raccolta fondi o tramite uno sponsor. Fenati deve tornare a correre.

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  3. guido85 - 7 giorni fa

    Per me non deve tornare a correre. Niente di tutto ciò si è mai visto. Quanto visto domenica è follia pura.

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