Ayrton Badovini, il Calimero fortunato

Ayrton Badovini, il Calimero fortunato

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La Ducati (ancora) non vince, i Carabinieri di Faenza si. Che c’entra, direte?

C’entra, c’entra. La pagina imolese del Resto del Carlino ha scritto che nei giorni scorsi ad Ayrton Badovini hanno rubato la moto.Non la 1199R Panigale ufficiale ben custodita dal team Alstare, ma quella che aveva nel garage di casa. Il ladro, evidentemente appassionato di Superbike e ben informato sugli spostamenti dei piloti, ha approffitato dell’assenza di Ayrton per fare man bassa.
Ma stavolta i Carabinieri sono stati più furbi del ladro. Durante un controllo hanno scoperto il bolide parcheggiato nei pressi di un condominio popolare di Faenza, maldestramente coperto da un telo. Si sono insospettiti e dalla targa sono risaliti a Badovini, che nel frattempo era a Monza per correre il GP d’Italia.

Ayrton Badovini compirà 27 anni il prossimo 31 maggio.

Ayrton ultimamente non è stato molto fortunato in pista: si è fatto male in Australia e la Panigale non va come vorrebbe.  Ma  fuori si. La moto è tornata a casa, pericolo scampato. Badovini in questa stagione non è ancora salito sul podio Mondiale, i Carabinieri di Faenza si. Sul gradino più alto.
Badovini, dominatore della coppa del Mondo  Superstock 2010 con la Bmw, è originario di Biella, in Piemonte, ma da alcuni anni vive a Castelbolognese. Si è trasferito per amore, per stare con la fidanzata che vive lì. Nel prossimo week end a Donington, su un tracciato molto favorevole alla bicilindrica, Badovini ritroverà il compagno di squadra Carlos Checa assente a Monza per infortunio e dividerà il box anche con il terzo incomodo Niccolò Canepa, cui la Ducati ha affidato il compito di sviluppare direttamente in gara alcune soluzioni evoluzione. Sarà sufficiente per risolvere i problemi della Panigale?
Piccolo dettaglio: Badovini è pilota ufficiale Ducati e uno s’immagina che a casa, nel tempo libero, guidi una Rossa. Invece la moto rubata e ritrovata era una MV Brutale, preparata di tutto punto. Ma che importa, tutto è bene quel che finisce bene.

1 commenti

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  1. userID_2991086 - 4 anni fa

    Badovini mi è sempre piaciuto. Non è un fenomeno, ma è un buon pilota, veloce e cazzuto (si può dire?).
    Quando ho saputo che andava alla Ducati ufficiale, dopo l’iniziale felicità (e la contestuale sorpresa), mi sono reso subito conto che sarebbe stato un anno estremamente difficile per lui e per il Toro.
    Al di là del progetto Panigale, che sembra non decollare, a mio avviso c’è dell’altro.
    L’anno scorso a Imola, dal vivo, la Ducati sembrava un missile. Checa, senza spingere più di tanto, ha dato la paga a tutti (era la seconda gara e anche la prima non andò malissimo).
    Poi sono iniziati i pasticci ad Assen, e ha fatto fatica a riprendersi.
    E anche in piste amiche come Donington o Misano è andata maluccio. Siccome io alla sfortuna non credo, ritengo che qualcosa nell’idillio Ducati-SBK si sia rotto (vedi la menata della zavorra).
    Badovini e Checa fanno quello che possono, ma non sembra abbiano la forza necessaria.
    Senza un Biaggi, mi sembra che anche questa stagione sia destinata all’anonimato. Peccato.

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