MotoGP: Parla Lin Jarvis, capo Yamaha “Zarco? Avrà la moto per vincere”

MotoGP: Parla Lin Jarvis, capo Yamaha “Zarco? Avrà la moto per vincere”

“Di sicuro non gli daremo la M1 di fine 2017”. E su Valentino Rossi dice: “Se la Yamaha va forte, lui continuerà anche dopo il 2018”

Commenta per primo!
RIO HONDO, ARGENTINA - APRIL 09: (L-R) Valentino Rossi of Italy and Movistar Yamaha MotoGP, Lin Jarvis of Britain and Yamaha Factory Team and Maverick Vinales of Spain and Movistar Yamaha MotoGP celebrate on the podium at the end of the MotoGP race during the MotoGp of Argentina - Race on April 9, 2017 in Rio Hondo, Argentina. (Photo by Mirco Lazzari gp/Getty Images)

Lin Jarvis, numero uno della Yamaha MotoGP,  intervistato da Paolo Ianieri su La Gazzetta dello Sport in edicola martedi 21 novembre 2017. Il manager, nella foto d’apertura sul podio di Termas de Rio Hondo fra Rossi e Vinales, fa il bilancio del 2017, spiega quali sono le linee guida e sui Rossi, Vinales e Zarco dice che… Ecco alcune parti dell’intervista.
Vinti 3 dei primi 5 GP con Viñales era difficile immaginare Yamaha così presto fuori dai giochi.

«I problemi sono iniziati prima di Le Mans. A Jerez la prima avvisaglia: lì nel 2016 Valentino aveva dominato, è stata una grande sorpresa vedere quanto abbiamo faticato. La cosa si è ripetuta a Barcellona, altra pista tradizionalmente buona. E ci siamo resi conto di avere problemi su piste con poco grip».

Colpa di Yamaha o Michelin?

«Quest’anno abbiamo sperimentato più volte problemi di consistenza delle gomme. Anche se non è una scusa. Michelin ha ribadito che non è cambiata la costruzione del pneumatico posteriore, ma noi abbiamo avvertito qualcosa di diverso».

Rossi rimpiangeva il telaio 2016, ma dicevate che non poteva essere abbinato al motore. Eppure lo avete fatto sabato notte a Valencia.

«Durante la stagione abbiamo provato tanti telai. Conoscevamo i pro e i contro di quello 2016 e abbiamo fatto uno sviluppo per migliorare la vita delle gomme. In inverno sembrava fossimo andati nella giusta direzione, lo dicevano anche le prime gare. Valentino nei test voleva riprovare il telaio 2016, ma visto che eravamo ancora nei guai, abbiamo anticipato i tempi».

Viñales ha deluso nella seconda parte di stagione.

«È stato un anno duro per lui. Un inverno sempre davanti, vinci le prime gare, hai una fiducia pazzesca e improvvisamente iniziano i guai. Mentalmente è difficile, ancor se erodi un vantaggio di 30 punti. Rossi in questo è più esperto».

Per Vale il problema era chiaro dall’inizio. Yamaha non si è fidata, “abbagliata” da Viñales?

«Nessun abbaglio, c’erano i risultati. Se sei davanti e vinci, pensi sia la direzione giusta».

Viñales ha pagato i 22 anni?

«Maverick non è solo, ha il suo team e niente gli avrebbe vietato di prendere una strada. In Ducati, Lorenzo ha usato sempre le ali, Dovizioso no. Non imponiamo nulla ai piloti».

È mancato l’apporto di Jorge Lorenzo?

«Quel che è successo non è il risultato della mancanza di Jorge, ma della direzione presa. Pure lui ha faticato».

A proposito, se lo aspettava?

«Mi sorprende non abbia vinto una gara nel finale, non la fatica iniziale. Ma dopo aver visto quanto la moto fosse competitiva con Andrea…».

A Valencia c’è stato l’episodio dei messaggi ignorati.

«Dopo il sesto messaggio è stato un po’ bizzarro vedere che non seguiva le istruzioni. Mi sarei aspettato che prima della gara ne avessero parlato e che si sarebbe spostato per vedere se Dovi poteva recuperare».

Cosa salva del 2017?

«La nostra forza a inizio stagione, Maverick è stato impressionante. Altro gran momento la vittoria di Valentino ad Assen, come il ritorno dall’infortunio. C’è stata il 500° trionfo Yamaha a Le Mans. E Zarco».

Johann è una scommessa vinta.

«Mi ha impressionato in pista e fuori. Non era la prima scelta di nessun team, ma ora tanti sono interessati. Ktm per esempio».

Che moto guiderà nel 2018?

«Prima dobbiamo scegliere che strada prenderemo. La 2016 non è quella giusta per vincere. Di sicuro non gli daremo la moto di fine 2017».

Cambierete a livello di team?

«Il problema non è quello. Abbiamo appena rinnovato con Luca Cadalora, ci sarà solo un nuovo tecnico delle sospensioni, scelto da Öhlins».

Rossi continuerà dopo il 2019?

«La sua motivazione dipenderà anche dalle prestazioni della moto. In inverno spero di riuscire a parlare con lui per capirne le intenzioni, ma credo che deciderà dopo 3-4 gare».

E dovesse smettere?

«Saremo preparati e, di sicuro, Zarco sarà uno dei candidati. Il 2018 sarà importante, tranne i piloti di Marc VdS e Crutchlow, tutti saranno liberi».

Prevede sorprese?

«Ci sono 6 Case ufficiali e ognuna vorrà almeno un top rider. Noi siamo i soli con due piloti di alto livello e costosi».

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy