Superbike: Lucio Pedercini “Dobbiamo ancora migliorare”

Superbike: Lucio Pedercini “Dobbiamo ancora migliorare”

Lucio Pedercini diceva che Yonny Hernández avrebbe ottenuto risultati migliori da Brno. Ma ancora nessun passo avanti: “Fatichiamo da metà gara in poi.”

di Alessandro Palma

(Here this interview in English) Nell’intervista a noi rilasciata il 16 maggio, Lucio Pedercini diceva che il risultati di Yonny Hernández, deludenti fino a quel momento, sarebbero migliorati a partire dal round di Brno.

Nelle sei gare svoltesi tra Repubblica Ceca, Laguna Seca e Misano, però, il pilota colombiano ex-MotoGP ha ottenuto risultati in linea con quelli dei round precedenti e il distacco dalla testa della corsa è rimasto più o meno invariato. Con gli undicesimi posti ottenuti in Gara 1 a Brno e Laguna Seca, Hernández ha eguagliato il risultato che aveva ottenuto in Gara 2 a Buriram, ma i passi avanti sperati da lui e dal team non si sono ancora concretizzati.

Abbiamo sentito nuovamente Lucio Pedercini per capire il perché di tutto questo, oltre che per parlare dei suoi piani per il 2019.

 

Nell’intervista precedente aveva detto che la vostra stagione sarebbe iniziata a Brno, ma i risultati fatti da lì in avanti sono uguali a quelli delle gare precedenti. Cosa può dirci a riguardo?

È vero che i risultati sono ancora gli stessi, ma se andiamo a vedere le prove libere di Brno, per esempio, Hernández ha fatto il terzo tempo sul bagnato nella prima sessione e nella seconda era abbondantemente in top 10, finché non è caduto alla curva 5. Nell’incidente la moto si è danneggiata in modo abbastanza serio e questo ci ha impedito di girare ulteriormente nelle FP2 e di fare un long run nelle FP3, cosa che ci ha penalizzati per il resto del weekend. Comunque il passo avanti c’è stato e ora Hernández riesce a stare con piloti come Razgatlioglu e Ramos. Il problema è che questo dura solo fino a metà gara: non siamo ancora riusciti a mettere a punto la moto per andare forte anche con le gomme usurate e questo ci penalizza molto nella seconda parte di gara, dove inevitabilmente Hernández perde terreno. Cercheremo di risolvere questo problema ai test di Portimao (in programma il 23 e 24 agosto, ndr).

Come fa un team privato come il vostro ad andare avanti, in mancanza di risultati?

Dobbiamo considerare che quest’anno Hernández è arrivato più volte dodicesimo o tredicesimo a meno di 30 secondi dal primo, mentre l’anno scorso, con questo distacco, potevi arrivare anche nei primi cinque/sei. Il livello si è alzato tantissimo e mentre i risultati in sé possono “fare schifo”, il fatto che non siamo lontani dai primi dimostra che noi ci siamo e questo ci aiuta ad andare avanti. Inoltre, abbiamo vari sponsor che ci sostengono per la nostra serietà, dimostrata anche dal fatto che non abbiamo mai saltato una gara dal 1993 a oggi. Purtroppo ogni anno abbiamo dei problemi che ci impediscono di stare più avanti in classifica: quest’anno, per esempio, facciamo fatica per la mancanza di test, perché questo ci costringe a sfruttare le sessioni di prove libere per fare test, appunto, e non per prepararci per la gara. Anche per questo cercheremo di sfruttare i due giorni a disposizione a Portimao.

Il sistema delle “concession parts” avrebbe dovuto aiutarvi.

Infatti adesso abbiamo una Kawasaki molto vicina a quella del team ufficiale e l’unica area in cui c’è una piccola differenza è l’elettronica. La nostra moto, inoltre, non ha niente in meno rispetto a quella di Toprak Razgatlioglu e il fatto che lui sia riuscito a salire sul podio a Donington dimostra che la Kawasaki è competitiva. Il problema è che il gap tra ufficiali e privati è rimasto invariato a causa del regolamento, che limita anche i giri motore delle Ninja private. In più, il team ufficiale fa tantissimi test ed è seguito direttamente dagli ingegneri Kawasaki, possibilità che noi non abbiamo.

Avete già programmato il 2019?

Hernández ci ha chiesto di poter rimanere anche l’anno prossimo e presto ne riparleremo. Credo sia un’ottima soluzione, perché arrivare al prossimo anno con già una stagione e dei test alle spalle potrebbe aiutarci a ottenere finalmente degli ottimi risultati. Mi piacerebbe anche tornare a schierare due moto, ma a questa possibilità ci penseremo più avanti.

Here this interview in English

Photo Credit: Pedercini Racing

 

 

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