La Storia della 8 ore di Suzuka, 2015: trionfo Yamaha, Stoner KO, ma che show!

La Storia della 8 ore di Suzuka, 2015: trionfo Yamaha, Stoner KO, ma che show!

Tutto in un weekend: il clamoroso ritorno alle corse di Casey Stoner, il dominio Yamaha schieratasi nuovamente in forma ufficiale. L’edizione 2015 ha fatto rifiorire nell’immaginario collettivo il “mito” della 8 ore di Suzuka, a tutti gli effetti tornata al suo antico splendore…

di Alessio Piana, @alessiopiana130
La partenza della 8 ore di Suzuka 2015

Ci sono delle gare destinate a segnare un’epoca. Mettete il clamoroso ritorno alle competizioni di Casey Stoner, lo scoppiettante rientro in forma ufficiale di Yamaha, numeri da capogiro in termini di esposizione mediatica e troverete tutti gli elementi funzionali ad eleggere l’edizione 2015 della 8 ore di Suzuka tra le più importanti di sempre. Quattro giorni di attività per consentire al tracciato dell’ottovolante di riappropriarsi di un ruolo da protagonista nel motociclismo internazionale, facendo rifiorire il “mito” della cosiddetta “gara delle gare”.

L’EDIZIONE PIÙ “MEDIATICA” DI SEMPRE – Se l’aspetto sportivo è stato chiaramente l’elemento trainante del weekend, l’edizione numero 38 della 8 ore non ha avuto eguali sotto il profilo prettamente “mediatico”. Al culmine di una prolungata trattativa, nel 2015 la gestione del Mondiale Endurance passò di mano dalla FIM (Federazione Motociclistica Internazionale) ad Eurosport Events, divisione dedita alla promozione di eventi del rinomato broadcaster 100 % sportivo pan-europeo già impegnata, con alterne fortune, nell’organizzazione di campionati quali WTCC (Mondiale Turismo) e ERC (Europeo Rally). Con contratto valevole fino al 2020 compreso, Eurosport Events in qualità di promoter ha massimizzato tutto il potenziale (inespresso?) di un “grande evento” come la 8 ore di Suzuka, diventato dal 2017 l’atto conclusivo della “stagione della rivoluzione” con annesso calendario invernale. Nel 2015 inoltre ben 198 nazioni hanno potuto seguire in diretta televisiva la corsa, un’esposizione mediatica senza precedenti che ha coinvolto anche l’Italia: mai si era vista la 8 ore di Suzuka “Live” in TV, con i dati d’ascolto su Eurosport 2 in grado di far impallidire altre specialità motoristiche di maggior richiamo nella nostra penisola…

Casey Stoner
Casey Stoner in piega alla 8 ore di Suzuka 2015 con HARC-PRO Honda

CASEY STONER: CLAMOROSO RITORNO ALLE CORSE… – Senza girarci troppo intorno, questo successo mediatico della 8 ore di Suzuka 2015 è gran parte frutto del sensazionale ritorno alle competizioni di Casey Stoner. Ritiratosi dalla MotoGP al termine della stagione 2012, il due volte Campione del Mondo accettò l’offerta-sfida di HRC: correre con la CBR 1000RR Fireblade schierata da HARC-PRO, squadra di riferimento Honda nelle competizioni All Japan. Per questo impegno CS27 si era preparato minuziosamente, da grande Campione e professionista senza lasciare nulla al caso: un primo test con la Fireblade nel mese di gennaio a Sepang, successiva firma sul contratto (con annesso compenso non di poco conto: si è parlato di 500.000 euro premi esclusi…), mesi e mesi di probanti ed impegnative sessioni di allenamento per onorare la causa nel miglior modo possibile. “Tirato a lucido”, in pista Stoner è stato semplicemente straordinario, rivelandosi di gran lunga il pilota Honda più veloce in tutti i turni di prove, rifilando (prevedibilmente) distacchi consistenti ai suoi compagni di equipaggio Takumi Takahashi e Michael van der Mark. Un dato? Il suo 2’06″335 (ad un soffio dalla pole) siglato nel Top 10 Trial è tuttora il giro più veloce di un pilota Honda in un weekend di gara della 8 ore…

STONER “TRADITO” DALLA HONDA… – Insomma, c’erano tutti i presupposti per un trionfale ritorno alle competizioni di Casey Stoner. Un proposito ambizioso, un sogno per gli appassionati.. ben presto tramutatosi in un incubo. Rilevati i manubri della CBR #634 da Takahashi nel secondo stint, subito all’uscita dai box l’australiano riuscì a conquistare il comando delle operazioni e, sfruttando un erroraccio di Tsuda (Yoshimura Suzuki) alla 130R, involarsi con oltre 5″ di vantaggio su Josh Hook (F.C.C. TSR Honda), 6″ e spiccioli su Bradley Smith (Yamaha Factory). Velocissimo in pista, al 31° giro di pista, il suo 7° personale ed esattamente ad 1 ora e 9 minuti di gara, il clamoroso colpo di scena: acceleratore (a cavo) della propria Fireblade bloccato, pauroso schianto all’Hairpin (qui le immagini). Gara finita con fratture al seguito, addio ai sogni di gloria e, successivamente, alla stessa Honda. In quel weekend i rapporti tra le parti, già ai minimi storici (HRC non accettò la sua “offerta” di sostituire l’infortunato Pedrosa nelle gare MotoGP di Austin e Termas de Rio Hondo dei mesi scorsi), si deteriorano irrimediabilmente. In risposta ad una (iniziale) nota stampa del team HARC-PRO, Stoner stesso rivelò pubblicamente la causa della spaventosa carambola, invitando la HRC a fare lo stesso nelle ore (e giorni) seguenti. Da lì in avanti Casey, in quel momento ambasciatore ed occasionale tester Honda MotoGP, chiuse i rapporti con la casa dell’ala dorata riabbracciando la Ducati e senza alcun ripensamento: tuttora la 8 ore di Suzuka 2015 resta l’ultima gara disputata dal Fenomeno #27…

8 ore di Suzuka 2015
Il duello al vertice tra Yamaha Factory e F.C.C. TSR Honda

YAMAHA IN TRIONFO – Con Stoner prematuramente uscito di scena, la gara entrò ancor più nel vivo, riservando diversi capovolgimenti di fronte fino all’esposizione della bandiera a scacchi. Di ritorno in forma ufficiale, Yamaha riuscì ad aggiudicarsi la vittoria con il dream team formato dal recordman dell’All Japan Superbike Katsuyuki Nakasuga e dall’allora coppia Tech 3 MotoGP, Bradley Smith e Pol Espargaro, quest’ultimo nel Top 10 Trial autore del 2’06″000 tuttora primato sul giro da battere a Suzuka. Una squadra ed un equipaggio formidabile in grado di riconquistare in tre distinte occasioni la leadership, scontando persino uno Stop and Go di 30 secondi per un sorpasso in regime di bandiere gialle. Per la casa dei Tre Diapason il trionfale ritorno alla vittoria che mancava addirittura dal 1996, distanziando il sorprendente (per quanto glorioso) team F.C.C. TSR Honda con Dominique Aegerter (2 podi su 2 dopo lo spumeggiante esordio del 2014), il sorprendente Josh Hook più Kyle Smith in qualità di riserva. Con Yoshimura Suzuki penalizzata dai numerosi errori di Takuya Tsuda (fuori pista alla 130R nel tentativo di sorpassare Stoner, successiva caduta all’Hairpin), la casa di Hamamatsu si difese con il Team Kagayama dello stesso Yukio Kagayama in equipaggio con Ryuichi Kiyonari e Noriyuki Haga, applauditissimi una volta saliti sul podio dai 70.000 appassionati spettatori di un’edizione memorabile della 8 ore.

LA CLASSIFICA DELLA 8 ORE DI SUZUKA 2015

1- Yamaha Factory Racing Team – Yamaha YZF R1 – Katsuyuki Nakasuga/Pol Espargaro/Bradley Smith – 204 giri

2- F.C.C. TSR Honda – Honda CBR 1000RR – Josh Hook/Dominique Aegerter/Kyle Smith – a 1’17.411

3- Team Kagayama – Suzuki GSX-R 1000 – Yukio Kagayama/Noriyuki Haga/Ryuichi Kiyonari – a 1 giro

4- Suzuki S.E.R.T. – Suzuki GSX-R 1000 – Vincent Philippe/Anthony Delhalle/Etienne Masson – a 2 giri

5- Yoshimura Suzuki Shell Advance – Suzuki GSX-R 1000 – Takuya Tsuda/Josh Waters/Alex Lowes – a 3 giri

6- GMT94 Yamaha – Yamaha YZF R1 – David Checa/Kenny Foray/Mathieu Gines – a 3 giri

7- Honda Endurance Racing – Honda CBR 1000RR – Julien Da Costa/Sebastien Gimbert/Freddy Foray – a 3 giri

8- Honda Suzuka Racing Team – Honda CBR 1000RR – Daijiro Hiura/Yudai Kamei/Takashi Yasuda – a 4 giri

9- Team Green – Kawasaki ZX-10R – Akira Yanagawa/Kazuki Watanabe/Ahmad Yudhistira – a 5 giri

10- MotoMap Supply – Suzuki GSX-R 1000 – Yoshihiro Konno/Nobuatsu Aoki/Hideyuki Ogata – a 5 giri

VIDEO: Le immagini della terribile caduta di Casey Stoner

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