Partiamo dalla notizia Superbike del giorno: a Portimao, il 10-11 agosto, a livello regolamentare non cambiarà niente. Questo nonostante le otto vittorie BMW (tutte con Toprak Razgatlioglu) nelle undici gare che contano per la valutazione al "checkpoint3" (cioè tre round), essendo escluse le Superpole Race e le corse dichiarate bagnate (Assen 1). Le Super Concessioni sono intoccabili per l'intera stagione, per cui dopo dieci vittorie di fila l'unico rischio che i tedeschi correvano era una riduzione di 250 giri motore dai 15500 fissati dalla norma. Ricordiamo che da questa stagione i valori sono fissi per tutta l'annata (Ducati ha 16.100 giri). Possono cambiare solo in base al calcolo del 75% del tempo sulla distanza-gara dei due piloti di riferimento (ufficiali), depurati dai tre giri più lenti di ciascuno. Il tutto elaborato dal famoso algoritmo che dal 2024 è gestito da MSMA (cioè l'ente dei Costruttori) e non da Dorna/Federmoto come in precedenza.
Strategia da F1
Perdere 250 giri avrebbe avuto probabilmente poco impatto tecnico, perchè come si è appurato nel corso degli anni i team sopperiscono modificando la curva di coppia via elettronica. Ma almeno sarebbe stato un segnale. Invece no, perchè per far scattare la limitazione sarebbe stato necessario che il valore che vedete nella penultima casella della tabella in basso ("Concession and Super Concession Tokens/Normalized") fosse sceso sotto -0,5 invece è rimasto 0,77878). Come ricorderete, dopo il checkpoint2 (leggi qui) lo stesso valore BMW era 3,351012. Adesso vi spiegate perchè Toprak a fine giornata di Most ha detto "non ho spinto, vincere di dieci secondi o per mezzo secondo non cambia niente". Una bugia, perchè cambia, eccome. Capite anche perchè Danilo Petrucci alla vigilia aveva detto: "BMW ha confermato van der Mark perchè un secondo pilota veloce sarebbe un problema per loro". I tedeschi hanno corso per anni in F1, adesso che la Superbike (e l'orizzonte MotoGP 2027) sono diventati prioritari, figuratevi se non sono altamente capaci di disegnare strategie adeguate a sfruttare al massimo le pieghe del regolamento.
Un regolamento più autolesionista che stupido
Che Toprak Razgatlioglu sia un pilota formidabile non ci piove. Ma il discorso "le altre BMW dove sono?" non regge, perchè come si è spiegato qui sopra, è specifico interesse aziendale che ne vada fortissimo solo una. Sono i frutti avvelenati di un regolamento che Massimo Rivola su Corsedimoto ha definito "stupido" (l'intervista qui). Il capo delle corse Aprilia voleva intendere "autolesionista", e non c'è alcun dubbio che lo sia, per molteplici motivi. La filosofia di base, accettata da tutti - cioè da chi corre e chi guarda - è che "tutti devono avere la possibilità di andare forte". Ma se permetti a colossi della capacità industriale come BMW di poter adottare particolari special motore (pistoni, testate, generatore e altro) e della ciclistica, incluso il telaio, la sfida tecnica a con chi invece non può modificare niente (Ducati) rispetto al modello stradale, diventa impari.
La spada di Damocle
Se fai un regolamento così, devi mettere in conto che da un anno all'altro il colosso rivoluzioni il reparto corse e possa pagarsi un fuoriclasse. Per giunta, con una regola ad personam, imponi anche 5 chili di zavorra all'avversario campione del Mondo in carica (Alvaro Bautista). La Superbike moderna non rende giustizia neanche a Toprak, che vincerebbe comunque e invece avrà sulla testa spada di Damocle delle polemiche fino in fondo. La situazione è surreale. Che il regolamento, da anni, non funzioni lo dicono i precedenti. Dal 2015 al 2023 (9 edizioni) il Mondiale è rimasto in ballo fino al round finale solo iin Indonesia 2021. Più sulla carta ch realmente, perchè lo stesso Toprak con la Yamaha c'era arrivato con consistente vantaggio su Jonathan Rea (Kawasaki) e Scott Redding (Ducati). Vogliono incertezza, invece la Superbike passa da un vincitore seriale all'altro: prima Rea (Kawasaki), poi Bautista (Ducati) e adesso Toprak-BMW.
Ma c'è una soluzione?
Certo che ci sarebbe, si chiama BOP (Balance of Performance) ed è il facile sistema di bilanciamento ormai utilizzato in tantissimi campionati per derivate dalla serie, praticamente in tutti. Per assurdo, c'è anche nel Mondiale Supersport, che corre insieme alla Superbike. Il BOP è nato a fronte della rivoluzione del mercato delle ipersportive. Negli anni d'oro, la Superbike era uno dei segmenti più in voga. Calati i volumi, i Costruttori oggi seguono strade tecniche diversissime per adattarsi al loro specifico mercato. Oggi se vuoi far correre moto differenti per cilindrata, natura, prezzo di listino, puoi soltanto intervenire sui parametri di potenza. La condizione obbligatoria però è che tutti utilizzino la stessa centralina elettronica, come in Supersport. In questo modo i Commissari possono scaricare i dati dopo ogni sessione e gare, analizzarli e imporre limitazioni di vario genere. In particolare limitando i giri motore e l'angolo di apertura farfalla. Operazioni facile e senza costi per Team e Costruttori.
E perchè il BOT nel Mondiale Superbike non c'è?
Semplice, perchè non è mai passata la proposta, fortemente caldeggiata da Dorna, di utilizzare tutti la stessa elettronica. Ducati, Yamaha, Honda e Kawasaki usano Marelli, l'unica che utilizza un sistema proprietario (Bosch) è proprio BMW. La centralina unica c'è in MotoGP, la categoria prototipi, e non in Superbike, che dovrebbe essere tecnologicamente molto meno sofisticata. Per cambiare regole di questa portata in MSMA c'è bisogno di unanimità, e i tedeschi da anni mettono il veto. Per cui niente BOT. Ecco perchè è stato necessario adottare un regolamento così complesso che non solo è incomprensibile ai comuni mortali ma che, come tutte le cose difficili, si presta ad interpretazioni e genera mille discussioni. Ma soprattutto, non funziona. La stessa BMW, da anni, si oppone anche all'ingresso in Superbike di modelli che non rispettino il limite di cilindrata di 1000 cc. Come l'Aprilia RSV4 1100, che può correre nel British Superbike, nell'Endurance, nel CIV e in tante altre serie, ma è assente nel Mondiale. Ecco perchè Rivola contesta e perchè ogni domenica c'è chi mette in dubbio il valore delle vittorie di uno dei piloti più forti che abbiamo mai visto in Superbike.