La Superbike di questa epoca è una contraddizione infinita. C'è forte potenziale, grande impegno dei Costruttori e attenzione del pubblico. Ma molti aspetti sembrano gestiti al rovescio, come se questo Mondiale che piace così tanto agli appassionati dovesse per forza sempre andare avanti con il freno a mano tirato, invece che a tutto gas come sarebbe normale. Prendete i test: li hanno limitati in modo da non avvantaggiare i team ufficiali rispetto agli indipendenti, cioè una sorta di budget cup. Sulla carta è una misura giusta, ma è solo uno specchietto per le allodole. Perchè si va a guardare il pelo dell'uovo, invece che la sostanza. Pensate al regolamento tecnico: il concetto di super concessioni, per esempio, permette ai costruttori in difficoltà di utilizzare componenti motore e ciclistica non omologati, cioè senza alcuna restrizione. Immaginate i costi... Ma stanno a guardare le giornate di test, creando una situazione che ha del ridicolo.
Estoril: c'era la pista, mancavano i team
Prendere la recente due giorni dell'Estoril, a cavallo di Ferragosto. Dorna ha messo la pista a disposizione per permette alle squadre di riprendere confidenza con un tracciato sul quale non si corre dal 2022 ed è stato inserito in calendario poche settimane fa, in corsa, in sostituzione dell'evento che si sarebbe dovuto svolgere in Ungheria, sul tracciato di Balaton. Un'attenzione giustificata e comprensibile. Il problema è che la presenza è stata sparuta:
Honda HRC è stato l'unico team ufficiale presente. Gli altri hanno dovuto rinunciare perchè...ormai hanno finito le giornate di test!
Cosa dicono le norme
I giorni di collaudo sono fissati dal regolamento: dieci per le Marche senza concessioni (al momento: Ducati e Yamaha), sedici invece per chi è in regime di concessioni o super concessioni (BMW, Kawasaki e Honda). Yamaha li ha già esauriti, alla Ducati ne restano uno per Nicolò Bulega e due per Alvaro Bautista, ma gli ingegneri hanno preferito spenderli nella due giorni programmata ad Aragon, il 11-12 settembre, pochi giorni dopo il prossimo round che si terrà a Magny Cours il 6-8 settembre. Stessa scelta l'ha fatta Kawasaki: Aragon è il loro tracciato test. BMW, in questa fase, non ha certo bisogno di girare: Toprak Razgtalioglu è in striscia vincente da tredici gare di fila ed ha il secondo Mondiale già in tasca. Conclusione: ha girato solo Honda HRC, ma un solo giorno.
Honda HRC lavora senza sosta
Già, perchè c'è anche questo da dire: se le condizioni meteo sono appena fuori linea, i piloti vengono tenuti nel box in modo da preservare al massimo i giorni disponibili. Alla Honda è successo il primo giorno. C'era sole pieno e pista asciutta, ma un vento abbastanza teso, condizione normale, visto che Estoril è a pochi chilometri dalla costa dell'Atlantico. Xavi Vierge e Iker Lecuona hanno dovuto concentrare tutto il lavoro in un'unica giornata. Sospensioni ed elettronica sono stati al centro del lavoro impostato dagli ingegneri HRC. "Abbiamo anche compiuto due simulazioni di Superpole Race (10 giri, ndr) riscontrando miglioramenti rispetto al solito" ha commentato Vierge. "Come al solito abbiamo trovato qualcosa di buono, altre meno" è stato più sul vago Iker Lecuona, incappato anche in una innocua scivolata.
Si rivede anche Sam Lowes
E' andato in Portogallo anche il team Marc VDS Ducati per permettere a
Sam Lowes di riprendere confidenza dopo il serio infortunio alla spalla subìto a Most. Una cinquantina di giri per il pilota britannico, che non conosceva l'Estoril. Fra l'altro Marc VDS per recarsi in Portogallo ha sostenuto una trasferta considerevole, spostandosi dalla base operativa in Italia. Gli altri team che il week end scorso erano a Portimao, distante appena 300 chilometri dal tracciato alle porte di Lisbona, sono rientrati alla base. Mancavano i giorni...