La Superbike moderna ha un regolamento scritto non dall'autorità sportiva, cioè la Federmoto Internazionale, ma in larga parte dagli stessi ingegneri delle aziende che corrono. Questo spiega perchè, negli ultimi anni, sia diventato un guazzabuglio di norme complicatissime fra "concessioni", "super concessioni", zavorre e gestioni algoritmiche. Il regolamento tecnico è così complicato che spesso risultata indecifrabile perfino agli stessi tecnici che l'hanno redatto. Si è arrivati a questo punto per cercare la pietra filosofale, ovvero il modo di bilanciare le prestazioni di moto che nella versione stradale sono assai diverse fra loro per concezione, architetture motore e costo. La situazione è talmente spinta al limiteo, dalla carta alla pista, si verificano fenomeni "misteriosi". Prendete l'ultima novità, la regolazione del flusso carburante: ecco cos'è successo nei test a Phillip Island.
La nuova modalità di equilibro
Per equilibrare le prestazioni, anni fa, si era deciso di intervenire sul règime di rotazione dei motori. "Togliendo i giri, abbassi potenza e riduci la competitività", era stata la pensata. Ma non è andata così, perchè alla prova dei fatti si è scoperto che chi perdeva giri (vedi Ducati), in realtà non andava più piano, perchè intervenendo sulla curva di coppia si riusciva a mantenere inalterata la prestazione. La norma era grottesca anche perchè, sempre nel caso Ducati, la Superbike era limitata più in basso (16.100) della Panigale V4 omologata (16.500) cioè la moto che tutti noi (disponendo di una bella sommetta...) possiamo guidare. Quindi, da questa stagione, si è deciso di intervenire sul flusso di carburante. La ricetta è semplice: "togli benzina e andranno più piano". Ma oggi nei test a Phillip Island è successo qualcosa di strano.
Cosa significa "meno benzina"?
Tenete in mente due dati: il limite di flusso carburante scritto nel regolamento 2025 è 47 kg/ora (valore massico, non volumetrico). Secondo elemento: oggi le Superbike hanno motori da 240-245 cavalli e, senza alcun controllo del flusso benzina, consumerebbero intorno ai 49 kg/ora. Quindi togliere 2 kg/ora di benzina significa non solo costringere i tecnici ma ridurre le potenze (in genere: abbassando i giri motore) ma genera anche problematiche di affidabilità. Perchè con meno benzina la carburazione si "
smagrisce" e le temperature interne, sia all'interno del motore che dell'impianto di scarico, si alzano considerevolmente.
Ne abbiamo scritto diffusamente qui, con la consulenza dell'ing. Mario Manganelli, ex motorista Aprilia (sette Mondali) e Mercedes AMG Formula 1. Sarebbe stato un bel grattacapo da risolvere per i team, ma - a quanto si è visto nella prima giornata di test a Phillip Island - i motoristi potranno andare a dormire sereni. Perchè?
Il limite che... non limita!
Come previsto dal regolamento, prima delle due sessioni di primo giorno di test i commissari della Federmoto Internazionale hanno comunicato alle squadre i valori sui quali impostare il regolatore di flusso benzina. Succederà la stessa cosa un'ora prima della partenza di tutte le 36 gare del Mondiale 2025, perchè il limite viene adattato alle condizioni meteo al momento del via: temperatura aria, pressione atmosferica e umidità, cioè i parametri che incidono sulla carburazione, quindi del consumo. Si riteneva che lo scostamento dal valore ideale (cioè 47 kg/ora) fosse, al massimo, di qualche decimo. Invece il delta odierno è stato assai radicale, nella direzione di "più benzina". Nei fatti: nella sessione del mattino è stato indicato 49,1 kg/ora con 16,5 °C, pressione atmosferica 1022,7 millibar e 58% di umidità. In quella del pomeriggio è stato ordinato di scendere a 48,7 kg/ora 16,5 °C, con 18,2 °C con pressione atmosferica di 1021,2 millibar e umidità 57%. Quindi oggi i motori hanno girato utilizzando una quantità di carburante normale, praticamente come se il regolatore di flusso non ci fosse. Strano, eh?
Perchè succede questo?
"I valori ci vengono consegnati dai commissari FIM" è la laconica spiegazione dei tecnici motoristi dei team. In mancanza di spiegazioni ufficiali, bisogna affidarsi ad ipotesi che portano al retropensiero. Che è il seguente: si è deciso di partire molto blandi perchè qualche costruttore, dovendo utilizzare meno benzina, avrebbe corso serio rischio di rompere il motore? Ricordiamo che nel Mondiale Superbike i propulsori sono contingentati, se ne possono usare solo sei per tutti i dodici round. Aggiungerne altri, comporta ogni volta la penalità di partire dal fondo dello schieramento. Quindi è plausibile pensare che la FIM abbia preferito andarci coi piedi di piombo, probabilmente sulla scorta di indicazioni pervenute dalle Case stesse. Noi eravamo curiosi di vedere che sarebbe successo con il carburante limitato a 47 kg/ora, cioè chi avrebbe gestito meglio la carburazione super magra in termini di prestazione e affidabilità. Ma, almeno oggi, è rimasto tutto come prima. Sarà interessante seguire gli sviluppi.