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A mettere la pietra tombale sull'avventura di
Alvaro Bautista in
Ducati Superbike era stato l'amministratore delegato in persona, Claudio Domenicali, con un tweet irridente. Il vertice aziendale era convinto che, una volta mandato in fumo un mondiale quasi vinto, lo spagnolo sarebbe rimasto a ingaggio di saldo, per riprovarci. Ma la forza di persuasione del milione di euro messo sul piatto dalla Honda era stata più forte del desiderio di rivincita. Il matrimonio era finito malissimo, a dispetto delle sedici vittorie e dei ventiquattro podi conquistati: a conti fatti nessun ducatista dai tempi del mondiale di Carlos Checa (2011) aveva vinto quanto Alvaro.
Bau-Bau, il ritorno
Preferendo i soldi alla causa, Alvaro aveva profondamente ferito anche il popolo ducatista. Per questo, quando abbiamo
rivelato che c'era una trattativa per ripartire insieme nel 2022, tanti non ci hanno creduto. Eppure era vero, tanto che adesso manca solo l'annuncio ufficiale. L'accordo fra
Scott Redding e la BMW, annunciato oggi, è la conferma che il team Aruba.it ha deciso di puntare sul figliol prodigo. Non è una follia, ma un calcolo preciso: in una stagione e mezzo Redding, Davies e Rinaldi in tre non sono riusciti a vincere quanto Bautista da solo, in un unico campionato. La speranza
Ducati è ripartire da dove il progetto si era arenato. Okay, Alvaro cade spesso, per questo nel 2019 Jonathan Rea lo ha fregato. Ma quando resta in piedi...vince. Gigi Dall'Igna, che Bautista lo conosce benissimo fin dai tempi della 125 e 250, è convinto che nel 2022 Alvaro sbaglierà meno.
Le carte di Petrucci
Michael Rinaldi ha un contratto in scadenza a fine 2022, quindi - sulla carta - dovrebbe essere il 24enne riminese ad affiancare Bautista. Ma non è detto. Anche Chaz Davies, oggi, è legato contrattualmente a
Ducati Corse, ma è in prestito a Go Eleven, formazione satellite che ormai è la seconda squadra Aruba.it E' probabile che Rinaldi sia destinato a tornare dove nel 2020 aveva fatto benissimo, rilevando Davies. Michael avrebbe identico trattamento tecnico "factory" senza la pressione di dover vincere a tutti i costi. Al suo posto arriverà Danilo Petrucci, sempre che il pilota umbro abbassi un pò le pretese. Si discute sia sull'entità che sulla durata dell'ingaggio: Danilo vuole un biennale, Ducati offre un 1+1, cioè un anno di contratto più l'opzione di rinnovo a proprio favore. Alla fine, sono dettagli: una soluzione si troverà. Con Bautista-Petrucci la Ducati avrà una coppia super. Se basterà per vincere il Mondiale ce lo dirà la pista.
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