Superbike: Altro che “taglio”, le quattro Ducati più veloci di tutti

Nella prima sessione di Assen le quattro Ducati sono le più veloci al rilevamento della top speed. Il "taglio" dei giri, come previsto, non ha cambiato le cose

12 aprile 2019 - 22:00

Non serviva una beffa simile per mettere in luce l’irrazionalità del regolamento Superbike. Nella prima sessione dopo il “taglio” di giri imposto alla Ducati, le quattro V4R in pista sono risultate le più veloci alla rivelazione della top speed. I valori sono indicati nella tabella qui sotto: Chaz Davies è transitato a 295,1 km/h, poco meno per Alvaro Bautista, ma sono incollate anche le Ducati “satellite” di Eugene Laverty e Michael Rinaldi. Che, per inciso, ha girato oltre quattro secondi più piano di Rea ed è solo 17° in classifica generale. Qui cronaca e risultati delle prime libere.

REA BECCA 5 KM/H  MA NON CONTA

La Kawasaki del campione del Mondo è transitata a 290,3, più lenta delle ZX-10R di Leon Haslam e Toprak Razgatlioglu. Scarsi progressi per la BMW,  nonostante abbia potuto montare l’alimentazione con comando sdoppiato dei corpi farfallati, in virtù delle “concessioni” regolamentari. Tom Sykes non è andato oltre 288, peggio ancora l’altra S1000RR di Reiterberger. Nonostante il gap velocistico, Rea è stato il più veloce in tre settori su quattro, ed è in vantaggio su Bautista in tutte le zone della pista.

REGOLAMENTO DA CAMBIARE

Il regolamento tecnico Superbike è sbagliato su tutta la linea. Intanto come filosofia, perchè in un Mondiale non puoi stabilire “per legge” l’equilibrio tecnico: è chiaro che chi progetta meglio e si impegna finanziariamente di più (leggi: Ducati) alla fine stia davanti. Tra l’altro dicono che l’algoritmo che controlla la parità sia studiato per escludere il fattore pilota, ma è un dato di fatto che – ad oggi – siano in pista due piloti (Bautista e Rea) di una spanna superiore agli altri. Anche le modalità di riequilibrio sono inefficaci: 250 giri motore più o meno, su oltre 16.000, sono ininfluenti. Specie su tracciati come Assen dove i piloti vanno a tutto gas per pochissimi secondi ogni giro. Sono considerazioni quasi banali, ma vallo a spiegare a chi fa le regole. Inoltre uno dei cardini del successo dei campionati per derivati dalla serie è la stabilità regolamentare. Ma nel Mondiale, negli ultimi anni, è una continua girandola di cambiamenti che alla fine creano solo confusione.

4 commenti

l.zecchin_417
18:50, 16 aprile 2019

Ad Assen il motore non conta un cazzen è il pilota afre la differenza Bautista ne ha di piu’ ergo guardare come sono messe le altre ducati in qualifica…. il tutto senza nessun parametro telemetrico e rapporti cambio da confrontare con l’anno precedente

    Paolo Gozzi
    19:24, 16 aprile 2019

    Che Bautista sia velocissimo non si discute. Il paramentro degli “altri Ducati” secondo me non è affidabile perchè Chaz Davies ha problemi fisici (è l’ombra del pilota che abbiamo conosciuto), Rinaldi e Laverty per problemi differenti sono lontanissimi dal loro potenziale. Se Davies fosse il solito Davies la Ducati avrebbe fatto 1-2 undici volte di fila.

oak
12:59, 12 aprile 2019

Ma non basterebbe mettere come regole soltanto:
-prezzo max di listino
-consentire modifiche solo a:
-forcella
-ammortizzatore
-cerchi
-filtro
-scarico
-frizione

    fabu
    15:58, 12 aprile 2019

    basterebbe abolire la categoria SBK, il campionato mondiale per derivate di serie è la SuperStock.
    sono ridicoli, la limitazione dei giri dovrebbe essere in percentuale, che 250 su 16500 è forse diverso che su 14500. fino all’anno scorso era la Kawasaki la moto laboratorio, e andava bene così. ora la Ducati perché è quella che la strapazza.

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