Jonathan Rea si può battere? Superbike, accendiamo i motori

Jonathan Rea riparte a caccia del quinto Mondiale di fila. La concorrenza è cresciuta ma il favorito è sempre lui

17 febbraio 2019 - 11:41

Jonathan Rea è nel mirino di tutto il paddock, non solo degli avversari (piloti e Costruttori) ma anche dell’organizzatore cui farebbe gioco che a festeggiare non fosse sempre e solo la Kawasaki (qui la nuova livrea). Ma diciamolo chiaramente: nella Superbike che sta per riaccendere i motori a Phillip Island sarà difficilissimo abbattere la supremazia del Cannibale. La concorrenza è cresciuta di qualità e numero, ma il favorito è sempre il solito: Jonathan Rea. (Qui gli orari dei test)

Il programma dei test

L’apertura di campionato, sabato 23 e domenica 24 febbraio sul tracciato australiano, è preceduta com’è tradizione dalle ultime  due giornate di test invernali. Si gira lunedi e martedi, in ogni giornata sono previste due sessioni di due ore ciascuna.  Il meteo promette condizioni ideali: sole, temperatura massima di 24°C e vento calmo. Le stesse, più o meno, previste per il fine settimana, con l’incognita di un’impennata di temperatura annunciata per domenica, con massima di 31°C. Significa che nei test i piloti avranno la possibilità di simulare (più volte?) la distanza di gara, fornendoci indicazioni molto più attendibili di quelle scaturite dai test in terra iberica. Da ricordare che nel week end debutta il nuovo format con due sole sessioni venerdi, la Superpole in turno unico e la novità Superpole Race domenica mattina, su appena 10 giri.

Un uomo solo al comando?

Una cosa si è già capita benissimo: vedersela con Jonathan Rea sarà di nuovo un bruttissimo affare. Ridisegnando completamente il motore, in particolare il sistema di distribuzione, la Kawasaki ha ulteriormente alzato l’asticella affidando al quattro volte campione del Mondo un potenziale tecnico ancora più alto che in precedenza. Il 32enne nordirlandese è stato il più rapido nelle quattro uscite spagnole: Aragon e Jerez in novembre, di nuovo Jerez e Portimao a fine gennaio. Non solo sul giro secco, con gomma soffice, ma soprattutto in configurazione gara. La superiorità, da quello che si è intuito, è ancora evidente. Per altro il Mondiale scatterà su un circuito dove Rea è sempre andato forte, ma anche il neo compagno Leon Haslam vola  tanto che nel 2015, l’Aprilia, riuscì perfino a beffare Sua Maestà,

Le altre rincorrono

L’Australia sarà il debutto del fuoco per la Panigale V4R, attesa come principale arma anti-Kawasaki. Anche qui il fattore campo gioca a favore, perchè Alvaro Bautista lo scorso ottobre con la GP18 ufficiale è stato a lungo in testa ed è finito al quarto posto in MotoGP. Dovrà far fronte anche al “fuoco amico” di un Chaz Davies che spera di aver ritrovato piena efficienza fisica. Tanta attesa anche in casa Yamaha, con gli scalpitanti Michael van der Mark (qui sempre molto efficace) e Alex Lowes, a cui si è aggiunto il Marco Melandri di ritorno con la R1 del team GRT.

Il ritorno di BMW e Honda HRC

Siamo anche curiosissimi di vedere in azione Tom Sykes e la nuova BMW S1000RR con cui il gigante bavarese si riaffaccia in forma ufficiale al Mondiale. Stessa operazione compiuta da Honda HRC, con Leon Camier e Ryuichi Kiyonari che non hanno ancora mai girato insieme agli avversari. C’è tanta attesa, perfino per “semplici” test.

 

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