Adesso Melandri diventa un problema serio. Per gli altri

12 maggio 2013 - 15:44

Il mio Mondiale è già finito”. Due settimane fa in Olanda Marco Melandri si era lasciato andare allo sconforto. Comprensibile: mi è scesa la catena è un modo di dire quando tutto fila storto, e a lui era successo davvero,  nel giro di lancio. Nella rivincita il cervello elettronico della Bmw era andato in tilt: la moto frenava quando doveva accelerare, e – cosa ben più inquietante – anche il contrario.

Assen era andata ma per fortuna non c’era nessun Mondiale andato in fumo. Perchè il talento di Melandri è fuori discussione e bastava la scintilla per rimettere in carreggiata il campionato dell’unico italiano di punta dopo il ritiro (o meglio: il periodo sabbatico…) di Max Biaggi.

Monza è stata la svolta. Con una prestazione quasi perfetta Melandri ha dato una bella sforbiciata al distacco dal capoclassifica Sylvain Guintoli (da -60 a -44 punti) e ha (quasi) cancellato l’avvio di stagione ampiamente sotto le attese. Del pilota, della squadra e degli appassionati italiani della Superbike.

Ma più che per i punti il primo successo monzese conta per il morale. Se Marco va in crisi diventa un pilota meno che normale. Ma se guida sulle ali dell’entusiasmo in Superbike non ha avversari.

Il mio Mondiale comincia a Monza” aveva promesso alla vigilia. Okay, adesso avanti così.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Tom Sykes: “BMW da sballo, il podio di Misano è il primo passo”

Superbike 2019, qual è la più veloce? Ecco le risposte

Superbike fa boom su Corsedimoto, 78 mila lettori in un giorno!