MotoGP, Yamaha a sviluppo continuo: Bartolini spiega il cambiamento

MotoGP
sabato, 08 giugno 2024 alle 12:02
massimo bartolini yamaha
Il recente Gran Premio d'Italia è stato disastroso per Yamaha, che al Mugello aveva effettuato anche un test poco tempo prima e che immaginava di essere più competitiva. Tornerà in pista la prossima settimana per un test a Valencia, alla ricerca di nuovi miglioramenti sulla M1. Quanto successo in Toscana non scalfisce la convinzione del team di Iwata di potersi avvicinare alla Ducati con il passare del tempo. Quanto tempo? Questo rimane una grande incognita.
Com'è noto, la casa di Iwata sta apportando tanti cambiamenti in questi mesi e anche per questo è necessario avere un po' di pazienza prima di vedere risultati importanti in pista. Una delle novità più significative è l'ingaggio dalla Ducati di Massimo Bartolini, diventato il nuovo direttore tecnico e quindi figura chiave del progetto.

MotoGP, Bartolini e lo sviluppo "all'europea"

Intervistato dai colleghi di Speedweek, ha parlato delle mosse da fare per ridurre il gap dalle prime della classe: "Dobbiamo accelerare lo sviluppo e abbiamo già iniziato a farlo. La distanza dal Giappone esiste, ma non è un motivo per non essere rapidi. Trascorro circa una settimana al mese là e lavoriamo a stretto contatto".
Fondamentale aver cambiato la mentalità all'interno della fabbrica e del box, avvicinandosi a quella delle case europee e abbandonando quella troppo conservatrice adottata in passato: "Durante l'era di dominio giapponese - spiega l'ingegnere italiano - c'era sempre una specifica tecnica per la stagione e una fase di sviluppo. Gli europei lavorano in modo totalmente diverso. Una volta che una parte è stata migliorata, poi la riesaminano immediatamente con l'idea di migliorarla costantemente. Oggi lo sviluppo funziona così in MotoGP per i marchi di successo. Questo lo hanno capito anche in Yamaha". Aver compreso l'esigenza di dover stravolgere il proprio modo di pensare, è stato un passo importante per i giapponesi. Lo sviluppo deve essere continuo, altrimenti si rischia di rimanere troppo indietro.

Test e team clienti

Bartolini è stato interpellato anche sull'importanza dei test, che Yamaha può fare in misura superiore grazie alle nuove concessioni MotoGP: "Una struttura test ben funzionante non è la cosa più importante, ma è molto importante. Quanto più velocemente ed efficacemente le innovazioni possono essere testate, meglio è. Anche qui abbiamo del terreno da recuperare".
Per la casa di Iwata sarebbe fondamentale riuscire a dotarsi di una squadra satellite e in questi giorni sembra sempre più concreta la possibilità di firmare un accordo con Pramac Racing. Il direttore tecnico Yamaha ha parlato così del tema: "Avere un team cliente è un elemento importante per sostenere lo sviluppo. Se lo avessimo nella prossima stagione, sarebbe molto utile al progetto. Oggi non so se succederà, perché molto dipenderà dalle decisioni di Ducati. Yamaha ha ancora una possibilità, la partita non è ancora finita".

Yamaha-Pramac: il matrimonio si farà?

Stando alle informazioni che abbiamo, la squadra di Paolo Campinoti molto probabilmente lascerà Ducati per iniziare un nuovo progetto con Yamaha. Sicuramente il divorzio con Ducati sarebbe qualcosa di clamoroso, perché la partnership dura da tantissimi anni e ha prodotto risultati di alto livello.
Persa la chance di poter avere Marc Marquez, che ha detto no alla squadra toscana e poi ha firmato con il team ufficiale Ducati, pare sempre più possibile il cambiamento di marchio. La casa di Iwata ha fatto una super offerta a Campinoti, che ha un'opzione che scade a fine luglio per poter rinnovare con Borgo Panigale. Presto prenderà una decisione definitiva. Certamente, passare a Yamaha può comportare dei rischi perché oggi la M1 è una moto lontanissima dalla Desmosedici in termini di competitività. Vedremo.
Foto: MotoGP

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