La
classifica vista al mattino non ha subito troppi cambiamenti.
Franco Morbidelli chiude il secondo giorno di test a Sepang col tempo di riferimento, seguito da Fabio Quartararo e da altri tre piloti
Ducati. Uno stallo dovuto anche ad una breve pausa ad inizio pomeriggio per qualche goccia di pioggia caduta sulla pista malese, rallentando in parte il lavoro delle squadre MotoGP. A referto le prime cadute dell'anno nel team Ducati factory: al mattino scivolata di Pecco Bagnaia (curva 15), nei minuti finali del pomeriggio è il turno di Marc Marquez (curva 9), in entrambi i casi senza conseguenze. Ecco com'è andato il secondo giorno di test ufficiali a Sepang.
Il lavoro delle squadre MotoGP
L'aerodinamica è sicuramente un'area sempre più importante per le attuali MotoGP. In casa
Ducati ad esempio si lavora su una nuova carena (in foto di copertina, credits
Sky Sport MotoGP) assieme al nuovo motore. Per il momento si continua a provare, le decisioni definitive arriveranno nei prossimi test al Buriram. Per Ducati c'è anche il nuovo codone che, come la nuova carena, era già stata portata in pista da Michele Pirro nello Shakedown, ma questo tipo di novità s'è visto anche in Aprilia con Marco Bezzecchi e il collaudatore/sostituto Lorenzo Savadori (assieme a test di elettronica) e in KTM con Pedro Acosta.
In casa Aprilia in particolare gli unici piloti ufficiali rimasti, ovvero l'italiano e Ai Ogura, stanno macinando davvero tantissimi giri. Sono infatti i più produttivi di giornata, chiamati a "coprire" le assenze di Martin e Fernandez. Da segnalare in KTM Tech3 che Enea Bastianini ad esempio sta provando anche una nuova sella sulla sua RC16, oltre alle nuove gomme portate da Michelin. Pure Honda lavora a pieno regime sull'aerodinamica, così come Yamaha, che sta però anche provando un chassis aggiornato rispetto alla versione portata a Barcellona.
La risposta Michelin a Rivola
Dopo le parole del CEO Aprilia Racing riguardo alle possibili cause del botto di Jorge Martin, arriva la risposta. Rivola infatti aveva domandato informazioni riguardo la gomma media posteriore, indicata come possibile 'colpevole' del violento highside che ha portato all'infortunio del campione MotoGP in carica. Una mescola indicata come problematica anche da vari altri piloti. "Da parte nostra non ci risultano problemi" ha infatti dichiarato Piero Taramasso, responsabile Michelin, a Sky Sport MotoGP. "Per quanto riguarda la tracciabilità, lo pneumatico è stato fabbricato l'anno scorso, non era mai stato scaldato e aveva tutte le qualità per essere performante. La gomma ha lavorato bene e nei giri precedenti alle cadute Jorge era più veloce di tanti piloti".
La classifica finale del 2° giorno
Foto: Sky Sport MotoGP