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Marc Marquez ha voluto provarci nella seconda giornata di MotoGP 2020, ma alla fine ha dovuto fare i conti con i limiti dell'umano. Solitamente abituato a lambire i limiti della fisica, stavolta nulla ha potuto contro se stesso. Il dottor Xavier Mir era stato chiaro, un rientro era prevedibile per Brno e con le dovute cautele. La frattura di un omero è diversa da quella di una clavicola. Resta comunque il coraggioso gesto di un campione che non ha nessuna intenzione di cedere il suo scettro iridato.
Nei primi giri della
FP3 ha cominciato con run di 3-4 giri intervallati da soste ai box. L'1'38" firmato al secondo tentativo sembrava lasciar gridare al miracolo. Nella FP4 ha provato a stressare il braccio e ha dovuto dare forfait. All'inizio delle qualifiche ritorna ai box e si accomoda sul retro dei box dove ci sono i motorhome. Al suo fianco Emilio Alzamora, con sé i tempi della giornata. Poi l'annuncio pubblico di
Alberto Puig:
Marc Marquez ha deciso di non correre domani. "
Il piano era di fare un run più lungo nel pomeriggio, stamattina abbiamo dovuto prendere contatto con la moto. Lo ha fatto, abbiamo visto che poteva andare veloce, ma nel pomeriggio il piano era di fare più giri. Nel pomeriggio, a causa del caldo o dell'affaticamento mattutino, si è gonfiato il braccio e aveva più dolore. Ovviamente abbiamo capito che era meglio non correre più rischi".
Il forfait del Cabroncito
Il campione di MotoGP il secondo round stagionale dopo lo zero di domenica scorsa. Per non veder svanire i sogni iridati dovrà tornare in buona forma a Brno, ipotesi non scontata. "
Il team, il pilota, la Honda... Insieme abbiamo deciso che questa era le decisione migliore", ha aggiunto
Alberto Puig a DAZN. In ogni caso HRC ha voluto soddisfare i desideri del suo fuoriclasse. "
Marc ha cercato di ascoltare il suo corpo per vedere come risponde. Stamattina l'ha sentito in un modo, nel pomeriggio in un altro, ma in ogni momento ha cercato di seguire il suo sentimento fisico. Quando ha visto nel pomeriggio che non poteva ha capito la situazione".
Interrogato sull'umore del pilota di Cervera,
Alberto Puig ha risposto che "
Marc è una persona molto forte. Voleva provare e, in effetti, abbiamo voluto dargli l'opportunità di farlo, supportandolo in ogni momento. Abbiamo fatto la scelta giusta, un campione non può stare a casa se pensa di avere anche una piccola possibilità".
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