MotoGP Austria, Valentino Rossi: "Dimenticare non è facile"

MotoGP
lunedì, 17 agosto 2020 alle 8:38
117967218 3354090937980891 6160897035448864277 o 1
[fncvideo id=252641 autoplay=true]
A Tavullia e nel resto del mondo sono sicuramente sobbalzati dal divano nel vedere le due moto schizzare a brevissima distanza da Valentino Rossi. Tutto evitato per una frazione di secondo o per una questione di centimetri che dir si voglia. Altrimenti avremmo scritto una delle pagine più drammatiche della MotoGP. A caldo il Dottore ha parlato di manovra volontaria da parte di Johann Zarco, sono parole di chi ha visto i fantasmi dell'Ade camminargli vicino.
Subito dopo la gara il francese è andato a chiarirsi con il 41enne della Yamaha, scuse accettate ma non condivide in pieno la ricostruzione di quanto avvenuto al 9° giro. "È venuto a parlare con me, ma non mi ha convinto. So che Zarco era in Direzione Gara, ma non sappiamo cosa succederà. Gli ho parlato e lui ha giurato di non averlo fatto apposta. Questa è già una cosa importante". Quando Valentino Rossi è ritornato ai box in seguito alla bandiera rossa la sua espressione era piuttosto attonita. Ma i brividi gli sono venuti nel rivedere le immagini in TV. "Quando è successo mi sono spaventato subito, ma molto di più quando ho guardato i fotogrammi. Alla fine dovevamo tornare in gara, quindi era un modo per non pensarci. Adesso dovremo vedere come andrà a finire nei prossimi giorni".

Safety Commission nel prossimo week-end

Il campione di Tavullia spera che nella prossima Commissione di Sicurezza si intervenga in modo deciso. Sa di potersi definire un miracolato dopo questa gara di MotoGP. "È stato un momento davvero difficile. Ho provato a concentrarmi. Alla fine non avevo scelta, non volevo dire "Ciao, vado a casa". Devi ricominciare daccapo e cercare di non pensarci. È stato davvero difficile, e anche adesso non è facile. Ho già parlato con la mia ragazza, è totalmente esausta. Adesso chiamo mia madre e Graziano, ma soprattutto mia madre".
L'invito di Valentino Rossi è a tenere in considerazione la pericolosità di questo sport e il rispetto per gli altri piloti. Correre a oltre 300 km/h significa viaggiare sul sottile filo che divide la vita dalla morte. D'altronde la vicenda di Marco Simoncelli è storia recente e nessuno vorrebbe ritrovarsi a vivere simili tragedie. "Tutti in MotoGP sono molto aggressivi in ​​questi giorni, ma anche nelle classi minori. Lo capisco perché la posta in gioco è alta, ma per me è anche importante che non esageriamo. Devi rispettare gli altri piloti che sono in pista con te... Spero ancora che la questione venga presa sul serio e che porti qualcosa per il futuro, perché così è pericoloso".
[correlati]MotoGP[/correlati]

Continua a leggere

loading

Potrebbe anche piacerti

Altre notizie

Loading