Viaggio fra le meteore dei GP, tre giovanissimi persi per strada

MotoGP
mercoledì, 14 agosto 2024 alle 19:30
arthur sissis piloti dimenticati 2013
di Nicolas Pascual/paddock-gp
Molto spesso in tenera età è difficile confermare iniziali aspettative molto alte. Johann Zarco, Jorge Martín, Enea Bastianini e Pedro Acosta, per citarne alcuni, sono "eccezioni", piloti che sono riusciti ad emergere. Tutti partecipando alla Red Bull Rookies Cup, riservata ai giovani talenti. Dal 2007, questo campionato ha visto emergere tanti grandi nomi, ma sono molti anche i piloti che non ce l'hanno fatta, o che hanno interrotto presto la loro avventura nel Motomondiale, guardando ad altri campionati. Dopo la prima parte, continuiamo con altri nomi.

Piloti dimenticati: vi ricordate di Arthur Sissis?

Potreste avere bei ricordi del giovane australiano, leggere il suo nome probabilmente ha portato un po' di nostalgia. Dopo aver iniziato la sua carriera nel motocross e nello speedway, è passato all'asfalto, come molti suoi connazionali. A 15 anni entra nella Red Bull Rookies Cup, pronto a dimostrare il suo talento nel continente europeo. Nell'edizione 2010 ad esempio non ha davvero sfigurato di fronte ad una accanita opposizione. Nel 2011 invece ecco il click: vittorie a Jerez, in Portogallo, ad Assen e al Mugello. Era decisamente il pilota più veloce quell'anno, ma un weekend catastrofico al Sachsenring gli costò il titolo, andato poi a Lorenzo Baldassarri.
A differenza dei due piloti citati in precedenza, ad Arthur Sissis è stata offerta una vera opportunità nel Mondiale Moto3 per il 2012. È stato infatti ingaggiato dal team KTM Ajo insieme a Sandro Cortese e Danny Kent. Arrivare in una struttura del genere mette pressione e, sfortunatamente, Sissis fatica ad essere concreto rispetto ai suoi compagni di squadra. Ottiene risultati discreti per tutto l'anno, fino a compiere l'impresa in Australia, in patria, con un magnifico 3° posto.
Sulla linea del traguardo è riuscito ad avere la meglio su Alex Rins, Danny Kent e Romano Fenati: un ricordo indimenticabile. Sfortunatamente, questa è la sua unica impresa in carriera. Il 2013 è ancora più complicato e questa volta non si vede nessun miracolo. Il team ufficiale Mahindra lo ingaggia per la stagione 2014, ma non ha nemmeno finito l'anno. A dicembre ha scelto di tornare sugli ovali da speedway, il suo primo amore. Tutto va così veloce.

Stefano Manzi, altra meteora mondiale

Stefano Manzi, COTA 2018. Foto: Feinberg
Non è del tutto scomparso, visto che solo due anni fa era ancora sulle piste del Mondiale Moto2. Ma la sua carriera non ha nulla a che vedere con quanto mostrato nella Rookies Cup. Stiamo parlando di uno dei più grandi talenti della sua generazione, almeno nell'adolescenza. È entrato nel monomarca KTM nel 2012, a soli 13 anni, ed è salito per ben due volte sul podio. L'anno successivo arrivò terzo in campionato dietro a Karel Hanika e Jorge Martín, scusate se è poco. Tornò per disputare una terza stagione e confermò il suo terzo posto grazie a otto podi, inclusa una vittoria, in quattordici partenze. Dietro di lui Darryn Binder, ma anche Fabio Di Giannantonio e Toprak Razgatlıoğlu.
Quando è stato ingaggiato dalla squadra del team San Carlo Italia nel 2015 quindi tutti aspettavano il prossimo crack. Ma Stefano non riesce ad acclimatarsi al livello mondiale, proprio come la sua Mahindra. Ha deciso poi di passare in Moto2 nel 2017, dopo solo una stagione e mezza trascorsa in Moto3. Una decisione un po' affrettata, visto che Manzi ha solo 18 anni, ma il team Sky VR46 crede in lui ed è una delle migliori squadre in circolazione. Ma è una Caporetto: solo quattro punti e otto ritiri in 18 gare. In seguito firmò con il team Forward, guidando prima una Suter e poi una MV Agusta, ma senza successo. Pons, tramite la sua prestigiosa struttura Flexbox HP40, vuole far rinascere la fenice dentro di lui nel 2021, ma non funziona nulla.
A referto poi qualche partecipazione nel 2022 con Yamaha VR46 Master Camp, ed ecco che l'avventura mondiale di Manzi è già finita, a soli 24 anni. Allo stesso tempo, ha ottenuto discreti risultati nel Mondiale Supersport e ha vinto anche in Portogallo. Ha firmato con Ten Kate Yamaha per il 2023 ed il passaggio è più che riuscito! È arrivato secondo in campionato l'anno scorso ed è attualmente al terzo posto in questo 2024.

Piloti dimenticati: Florian Alt

Infine, parliamo del caso di questo pilota tedesco, un tempo molto promettente. È l’esempio perfetto del fatto che alcuni fine settimana persi possono influenzare una carriera. Alt non sembrava un granché quando fece le sue prime apparizioni nella Rookies Cup, durante la stagione 2010. Fu nel 2011 che il suo pieno potenziale si rivelò; la sua velocità parla per lui, e gli permette di vincere la gara finale a Misano. Nel 2012, contro ogni previsione, ha iniziato a collezionare vittorie fino a trionfare ampiamente in classifica generale.
Florian Alt, IDM Superbike 1000. Foto: Prossdorf
Kiefer Racing lo nota e gli offre una sella in Moto3 per la stagione 2013. Le prime gare vanno male: tre abbandoni consecutivi, ma l'ultimo è più grave degli altri. Un infortunio lo ha costretto a saltare due Gran Premi, cosa che un giovane nel pieno del suo apprndistato non può permettersi. In seguito infatti mette nuovamente a referto scarse prestazioni, poi toccano altri infortuni e così via. Alla fine Florian non è mai entrato in zona punti in Moto3 e ha lasciato il campionato alla fine del 2014.
Successivamente si è concentrato principalmente sul campionato tedesco Superbike, l'IDM, dove è arrivato secondo per tre volte nel 2016, 2017 e 2021. Impegnato anche nell'Endurance, ha vinto il Bol d'Or 2022 con Erwan Nigon e Steven Odendaal. Un magnifico risultato in occasione del centenario della manifestazione.
Vi ricordavate di questi piloti? Appuntamento a domani per l'ultima parte di questa retrospettiva.

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