Nonostante la sua assenza dal paddock della MotoGP,
Valentino Rossi resta una figura fortemente carismatica come pochi altri. Il nove volte campione del mondo ha vissuto sulla propria pelle i cambiamenti avvenuti negli ultimi trent'anni. E pochi come lui possono raccontare come sia cambiato il Motomondiale, sia a livello ambientale che tecnico.
Valentino tra la vecchia e la nuova era
La leggenda di Tavullia è un po' l'anello di congiunzione tra la vecchia e la nuova guardia. Ha vissuto i tempi della classe 500 e della MotoGP contemporanea. Attualmente corre sulle quattro ruote, ma dirige un team impegnato nella Top Class. La sua presenza è un fattore costante, ogni volta che ne ha l'occasione segue da vicino le vicende della sua squadra, affidata all'amico di sempre
Alessio Salucci.
In una recente intervista all'edizione italiana della rivista Rolling Stone,
Valentino Rossi ha deciso di ripercorrere la sua eredità e ricordare un'epoca d'oro che, a suo dire, è andata perduta. "
Ho portato un po' di giovinezza nel motociclismo. Sono stato il primo pilota moderno, nel senso che ero già nella classe 500 a 20 anni", ha raccontato il Dottore. All'epoca a farla da padrona erano i veterani e con il suo brio ha dato una ringiovanita alla massima serie delle due ruote.
Il paddock di una volta...
Per Valentino, il paddock ha perso quella scintilla maliziosa che lo rendeva speciale. "Prima, il motociclismo era sempre una cosa folle, ma c'erano persone più mature", ha proseguito. E sebbene ammetta che i piloti siano ancora "un bel gruppo di lunatici", una certa sterilità ha preso il sopravvento sulla routine quotidiana. "Ora tutto è diventato molto più professionale, alle 9:30 nel paddock non c'è anima viva... Almeno prima si trovava sempre qualcuno che beveva una birra".
Secondo
Valentino Rossi la massima incarnazione del carisma è stato Barry Sheene, pilota che conosceva molto bene grazie all'amicizia che lo legava a suo padre, Graziano Rossi. "
Era un pilota super avanzato, super stiloso. Arrivava alle gare in Rolls-Royce, era amico dei Beatles, era sempre circondato da donne meravigliose, a cominciare da sua moglie", spiega la MotoGP Legend. "
Era il James Hunt delle motociclette, ma per me era meglio di James Hunt. Ha fatto la storia".
L'ingegno del Dottore
A
Valentino Rossi va anche il merito di aver lanciato la moda dei caschi speciali, realizzati grazie all'ingegno dell'amico Aldo Drudi. "
È qualcosa che posso dire di aver praticamente inventato, e ora lo fanno tutti, anche in Formula 1". Un'idea che non nasce con propositi commerciali... "
Ci abbiamo dedicato molto tempo, ci siamo imposti molte regole superstiziose". Secondo il pilota, le grafiche migliori non nascono dalla pianificazione, ma dall'urgenza. "
Quelle arrivano quando sei con le spalle al muro, tipo: stasera o mai più".
Foto Instagram @valeyellow46
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