Nel sabato piovoso del Sachsenring riemerge la Yamaha. Con un ritrovato Jack Miller (Prima Pramac Yamaha) quinto confermatosi specialista del bagnato, il
"solito" Fabio Quartararo (Monster Energy Yamaha) regala alla casa dei Tre Diapason il primo podio stagionale nella
Tissot Sprint. Sul tracciato della personale ultima affermazione in MotoGP,
El Diablo ha fatto valere le sue proverbiali doti di guida in condizioni di scarsa aderenza, compensando i limiti della M1 al punto da concludere terzo dietro solo a Marc Marquez e Marco Bezzecchi.
QUARTARARO E YAMAHA SUL PODIO SPRINT
Per raggiungere questo risultato che fa morale, Quartararo si è reso protagonista di un recupero prodigioso dalla settima casella dello schieramento. Secondo per gran parte della corsa prendendosi i suoi dovuti rischi al via (vedi il contatto con lo pneumatico anteriore della Ducati di Alex Marquez alla Coca-Cola Kurve e il successivo sorpasso all'esterno sull'amico-rivale Johann Zarco in piena percorrenza di curva 2). Impotente contro l'avanzata di MM93 dopo l'uscita di scena di Franco Morbidelli, nel finale non si è lasciato prendere dalla foga respingendo gli assalti di Fabio Di Giannantonio.
IL COMMENTO DI FB20
"Sappiamo che la partenza è cruciale per noi e io mi sono sentito a mio agio", il commento del Campione del Mondo MotoGP 2021 ai microfoni di Sky Sport. "Nonostante ogni giro faticassi sempre di più, avevo comunque il gap per conservare la terza posizione. Il punto chiave è stato la staccata, riuscivo a frenare veramente forte. A livello di frenata penso che siamo messi un po' meglio di Ducati, ma rispetto a noi generano tanta spinta al posteriore, fattore determinante sull'acqua perché la gomma tende a calare di più. A maggior ragione su questa pista dove si sta sempre piegati".
BEATA PIOGGIA
Sul bagnato, si sa, le differenze si assottigliano e, spesso e volentieri, le criticità di una moto possono essere mascherate. “Con la pista asciutta il passo non era buono e non credo che sarei riuscito a salire sul podio. In ogni caso non me lo aspettavo neanche in condizioni del genere, speriamo quindi in un'altra sorpresa domani!", ha ammesso Quartararo che, al netto della gioia per il podio Sprint, continua a rimarcare i soliti problemi sulla M1. "La Yamaha avverte più di tutti il cambio di grip della pista, quando ce n'è meno facciamo molta fatica. Qui è andata meglio perché non c’è un vero rettilineo: non ci manca soltanto la potenza del motore, ma anche la trazione in uscita dalle curve lente”.