MotoGP, Suzuki e l'addio del mistero: "I soldi non c'entrano"

MotoGP
sabato, 27 gennaio 2024 alle 9:02
team suzuki motogp
Sarà la seconda stagione MotoGP con cinque costruttori, dopo l'uscita di Suzuki alla fine del 2022. Livio Suppo, ex team manager della squadra di Hamamatsu, racconta qualche piccolo retroscena sull'incredibile decisione dei vertici aziendali di rinunciare ad una vetrina mondiale simile per tagliare risorse finanziarie da destinare alle auto elettriche. Eppure qualcosa non quadra a detta del manager di origine piemontese.

Suzuki e l'addio... in ascesa

Dopo una lunga e onorata carriera con Ducati e Honda, dov'è riuscito a portare una lunga striscia di titoli iridati, Livio Suppo aveva deciso di lasciare (da vincitore) il paddock della MotoGP. Ma quando è giunta la chiamata della Suzuki, che necessitava di colmare il vuoto lasciato da Davide Brivio, non ha esitato neppure un attimo. Pochi mesi dopo è cominciata a trapelare la notizia che il marchio nipponico avrebbe lasciato il Motomondiale al termine di quella stessa stagione! Un vero peccato, considerati i risultati che riuscivano a mietere Joan Mir (campione del mondo 2020) e Alex Rins. Tra l'altro in un periodo in cui stava iniziando il declino delle connazionali Honda e Yamaha...
Il manager italiano prova a dare una spiegazione alla controtendenza della Suzuki. "Per me il punto chiave non è avere gli ingegneri in Europa", spiega a Crash.net. "L'organizzazione della Suzuki è stata buona. In pista c'erano molti ragazzi europei e i giapponesi ascoltavano quello che dicevano. Penso che questo fosse il segreto della Suzuki. Sono certo che quando ci siamo ritirati, Suzuki fosse la Casa giapponese più forte, tant'è che abbiamo vinto due delle ultime tre gare". Fondamentale il feeling instaurato tra i tecnici europei e gli ingegneri del Sol Levante, di questo buona parte del merito va anche a Livio Suppo, oltre che al suo predecessore Davide Brivio.

L'epilogo finale della Suzuki

A beneficiare dell'uscita del brand di Hamamatsu è stata la Honda, che ha ereditato Joan Mir e Ken Kawauchi. Quest'ultimo "stava facendo un buon lavoro, per questo speravo di vedere la Honda fare qualcosa di meglio, onestamente parlando". Difficile realizzare qualcosa di speciale in così breve tempo, ma già la RC213V testata a Valencia lo scorso novembre sembra avere una marcia in più. "Forse il lavoro svolto la scorsa stagione sta mostrando qualcosa adesso”.
Infine, Livio Suppo svela qualche piccolo retroscena sull'uscita della Suzuki dalla MotoGP. Nonostante i tanti sforzi compiuti dagli uomini ai box e non solo. Una decisione irreversibile e per certi versi inspiegabile. "Non c'era niente [che potessimo fare]… Io, Sahara-san, Ken [Kawauchi] abbiamo provato in ogni modo. Ma non c'era alcuna possibilità di convincerli a restare. Anche [proponendo] la riduzione del budget e il tentativo di rendere le cose un po’ più economiche, non c’era modo. Quindi significa che non è stata una decisione legata al denaro".
Nel 2023 il manager piemontese e il coordinatore del team Roberto Brivio sono stati impegnati nella vendita delle attrezzature stipate nell'officina logistica nei pressi di Milano. "Abbiamo venduto praticamente tutto". Per adesso Suppo guarderà da spettatore i Gran Premi della MotoGP, ma mai dire mai... "Purtroppo al momento non succede nulla, ma non si sa mai…".
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