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Manel Arroyo, manager di Dorna, apre la stagione MotoGP 2022 con una previsione: il ritiro di
Valentino Rossi non influirà sullo share. Ma molto dipenderà dallo show che sapranno mettere in piedi i principali candidati: Marc Marquez, Fabio Quartararo e Pecco Bagnaia. Il futuro a breve termine del Mondiale sarà nelle loro mani (e in quelle dei costruttori). E c'è da fare i conti con il Coronavirus che ritorna a destare qualche preoccupazione.
Sarà un campionato per la prima volta formato da 21 GP, emergenza sanitaria permettendo. Il compito di Dorna sarà interfacciarsi con le autorità e gli organizzatori locali. Al momento, nonostante il boom dei casi positivi,
è confermato l'approdo a Sepang per il primo test MotoGP invernale. "
Dobbiamo fare in modo che la nostra bolla non abbia problemi di salute nei territori in cui andiamo - spiega Arroyo a EFE -. E, viceversa, che la situazione sanitaria del luogo non influisca sulla nostra bolla. Quindi continueremo con i test PCR per poter entrare nel paddock".
MotoGP senza Valentino Rossi
Per la prima volta dopo 26 anni sarà un Motomondiale senza
Valentino Rossi, ma Dorna non teme contraccolpi rilevanti. "
Che lo stesso interesse continui dipenderà da Quartararo, Bagnaia, Marquez e compagnia. Quando sono entrato in Dorna nei primi anni '90 c'era un predominio dei piloti nordamericani e mi sono messo le mani sulla testa immaginando cosa sarebbe successo quando si sarebbero ritirati. E poi sono apparsi Doohan, Crivillé, Rossi, Stoner, Lorenzo, Marquez". La mancanza del campione di Tavullia sarà forse evidente al GP d'Italia: "
Ma ci sono molti piloti italiani promettenti e la gente li acclamerà. La Dorna è alla guida del Mondiale da tre decenni e il campionato è iniziato 73 anni fa. Se non ha smesso di crescere - ha concluso Manel Arroyo -
è stato grazie allo spettacolo delle gare".
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