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Razlan Razali è il titolare del nuovo team WITHU-Yamaha con cui parteciperà alla stagione MotoGP 2022. Dopo tre anni con Petronas il manager malese si è visto tagliare i ponti dal colosso petrolifero. Ha rifiutato una prima offerta a giugno per provare a tirare cifre superiori, ma alla fine la corsa si è spezzata. A quel punto è iniziata una rivoluzione interna al team, a cominciare dalla scissione tra Razali e Johan Stigefelt, ex direttore sportivo.
Un divorzio che ha creato non pochi problemi alla nuova squadra che ha esordito nel test MotoGP a Jerez.
Budget ridotto, di conseguenza anche il personale è stato ridotto all'osso. Yamaha ha rinnovato la fiducia al team satellite per una sola stagione, entro giugno deciderà se proseguire con la nuova società che ora ha sede in Gran Bretagna. Servono garanzie e coperture finanziarie, ma soprattutto risultati. Questi saranno affidati all'esperienza di Andrea Dovizioso e alla scommessa Darryn Binder che arriva dalla Moto3.
L'errore di Razlan
Con il senno di poi
Razlan Razali confessa due errori: "
Se potessi tornare indietro accetterei la prima nuova offerta contrattuale di Petronas. Ma volevo negoziare per più soldi", ha ammesso a Speedweek.com. "
E ad essere onesti: non avrei dovuto prendere Valentino Rossi! C'era sempre il presupposto che non avremmo avuto altra scelta che ingaggiare Valentino nel 2021. Pensavamo di essere sotto pressione Yamaha, invece non c'era nessuna pressione". Dopo il podio di Jerez nel 2020 il malese si era convinto a optare per l'esperto campione di Tavullia, ma poi i risultati non sono stati dalla sua parte. "
Ma la decisione era stata già presa".
La trattativa tra le parti fu più lunga del necessario, si paventavano questioni di marketing. Si diceva che ingaggiare una star del Mondiale non era così semplice... Nella stagione MotoGP 2021
Valentino Rossi ha ottenuto solo quattro top-10, sottolineando più volte come la sua Yamaha M1 non fosse paragonabile a quella dei piloti factory. D'altra parte si è preso le sue responsabilità decidendo di chiudere la carriera a Valencia. "
Penso che Valentino si sia messo sotto pressione. I giovani piloti sono molto più veloci. Valentino ha fatto registrare tempi migliori rispetto al passato. Ma non era abbastanza. Voleva il successo, il suo cuore e la sua mente erano propensi, ma il fisico non era d'accordo".
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