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La miniserie di DAZN su
Valentino Rossi e
Marc Marquez ha risollevato un vecchio polverone. Ha soffiato sulla cenere mai sopita di quanto avvenuto a Sepang nel 2015, con il titolo MotoGP scivolato nelle mani di Jorge Lorenzo. Il campione di Tavullia non ha mai perdonato l'intrusione del Cabroncito, quella "marcatura a uomo" in Malesia, come vendetta per le parole pronunciate in conferenza stampa a Phillip Island. Il pilota Honda non aveva nulla da perdere, il Dottore ha dovuto rinunciare al decimo Mondiale.
Nell'ultima puntata della miniserie televisiva, e in più di ogni occasione,
Valentino Rossi ha rimarcato
di vivere le stesse sensazioni di quel dopo gara. Anche a distanza di oltre cinque anni. Su DAZN
Marc Marquez ha avanzato la sua tesi difensiva, consapevole che in una guerra mediatica con il pesarese avrebbe la peggio. "
Valentino è il pilota numero uno quando si parla di 'spy-war'. Ma questa volta sono sorpreso dalle sue parole... Ho visto di persona come ha sferrato un calcio, con questo ha bloccato il mio freno anteriore e alla fine sono caduto".
Nel GP di Sepang in questione il #46 stava cercando di andare avanti per guadagnare terreno e punti sul compagno di box. Poteva essere terreno favorevole per la corsa al titolo, visto che Valencia per tradizione era una pista pro-Lorenzo.
Marc Marquez non ha ceduto il passo e ha insistito a chiudere ogni spiraglio. Poi l'accusa del calcio che
Valentino Rossi ha sempre respinto. "
In quel momento volevo dire a Marquez "cosa stai facendo?" Non volevo farlo cadere e soprattutto non l'ho preso a calci. Mi ha colpito una gamba con il manubrio ed è per questo che è caduto anche lui". Non l'ha vista così la Direzione di Gara che lo ha poi condannato alla partenza dall'ultima fila nel decisivo round del Ricardo Tormo. Tutto il resto è storia ormai risaputa.
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