Era il 19 luglio 2020 quando
Marc Marquez riportò l'infortunio a Jerez che diede il via ad un lungo calvario. Cinque anni dopo trionfa a Brno e mette un'ipoteca sul titolo MotoGP con quasi metà stagione ancora da disputare. L'aritmetica è ancora lontana dal decretarlo campione, ma ormai tutti, dentro e fuori dal paddock, danno per scontato il suo trionfo iridato.
Una lunga scia di vittorie
Il fuoriclasse spagnolo della Ducati affronterà lo stop estivo meglio del previsto, con un vantaggio maggiore che mai in vetta alla
classifica della MotoGP e numeri impressionanti dopo la sua prestazione a Brno. Otto doppiette, le ultime cinque consecutive, otto vittorie in gara, undici il sabato, un vantaggio di 120 punti sul diretto inseguitore, suo fratello Alex, e di 168 punti sul terzo classificato, il suo compagno di squadra Pecco Bagnaia. Sembra ritornato il
Marc Marquez del 2019, quando dominava in lungo e in largo senza che i rivali destassero la minima preoccupazione.
Il miglior Marc della storia? "Beh, è difficile dire se sia il migliore o no, ma direi uno dei migliori... Anche se commettiamo errori perché siamo umani, siamo a un livello diverso di calma, ma con la stessa fame, che è ciò che fa davvero la differenza", ha detto ai microfoni di 'AS'. Già si parla di quando e dove vincerà questo Mondiale, a qualcuno piacerebbe Misano, il circuito di casa di Valentino Rossi... "Sai che non risponderò a questa domanda, come se non mi conoscessi. Affronto le ultime dieci gare con la mentalità che solo io posso perdere. Quindi, se devo gestire una gara, allora la gestirò. Ma se possiamo vincere, come abbiamo cercato di fare qui, allora lo faremo".
La supremazia di Marc Marquez
In sella alla Ducati GP25 ha ritrovato l'imbattibilità di una volta, ma non è solo merito della Rossa. Il suo talento naturale e il suo stile di guida hanno subito qualche mutamento negli ultimi anni, merito anche della grande maturità umana e professionale. "Ho adottato uno stile di guida diverso, soprattutto dopo l'infortunio, e questo mi permette di andare veloce con una frequenza cardiaca leggermente più bassa". Quanto c'è di Ducati in questa cavalcata trionfale? "Finora, in questa prima parte, sono io quello che si è adattato meglio alle diverse situazioni, ma è anche vero che abbiamo la moto migliore del campionato".
Marc Marquez non ha rivali in questa stagione MotoGP, ogni gara rischia di diventare un monologo, anche Pecco Bagnaia sembra aver gettato la spugna. Sembra che gli altri piloti scendano in pista pensando di essere inferiori a lui. "
Come pilota, è quello che ti aspetti: che abbiano quella mentalità, ma è vero che è difficile da raggiungere. Come pilota, come atleta, ti aspetti che il tuo rivale abbia sempre più rispetto per te - ha sottolineato il leader del campionato -.
Non dico rispetto, ma non è qualcosa che si guadagna qui davanti ai microfoni. Si guadagna allenamento dopo allenamento, e poi anche in gara".
L'unico ostacolo verso la vittoria...
C'è qualcosa che può preoccupare in vista della seconda parte del Mondiale?
Marc Marquez risponde con una sola parola: "
Un infortunio... Devo dire che in questi cinque anni, forse ho perso la possibilità di lottare per i titoli a causa di infortuni. Ma allo stesso tempo, sono maturato molto nella mia vita personale. Non è mai bello vivere momenti difficili, ma a volte aiuta a vedere le cose in modo diverso o a cambiare il proprio carattere in certe situazioni. Ma la mia mentalità di controllo dei punti non è mai stata e non sarà mai il mio modo di guidare".
Foto Ducati Corse