Nessuna sorpresa:
Marc Marquez è superiore a tutti ad Aragon. Lo era già stato nel 2024 nel suo primo anno in sella a una Ducati, tra l'altro la GP23, e non stupisce che sia davanti a tutti anche in questo
venerdì di prove MotoGP 2025. Sta facendo la differenza, già ai tempi della Honda era uno dei suoi circuiti preferiti. Salvo colpi di scena, dovremmo vederlo dominare per tutto il weekend.
MotoGP Aragon, Marquez vola: il commento
Il pilota del team Ducati Lenovo ha parlato ai microfoni di Sky Sport MotoGP di questa sua giornata molto positiva e del feeling con il tracciato del Motorland: "Mi sento molto bene. Nella FP1 con condizioni di pista un po' scivolosa mi sono sentito ancora più forte rispetto a quando ho avuto più grip. Nel pomeriggio c'era un po' di vento e abbiamo fatto leggermente più fatica, specialmente nelle curve a destra: penso che a destra sto facendo più fatica in questo circuito, c'era anche il vento contro. Abbiamo lavorato bene, abbiamo fatto il passo giusto con l'assetto e sono contento".
Anche se ha dimostrato di essere più forte di tutti, Marquez non vuole abbassare la guardia: "Devo essere super concentrato. Anche quella di Austin è una pista che mi piace tanto e sulla quale vado molto bene, però ho sbagliato. Qui non voglio sbagliare".
Provando a spiegare come riesca a fare la differenza in determinate curve a sinistra, il leader del Mondiale MotoGP si è così espresso: "Ci sono curve che ti vengono bene di istinto. È vero che nelle 9-10 e anche 16-17 sono curve nelle quali mi sento molto bene. Con gomma nuova si riesce ad andare un po' più stretti, mentre con gomma più consumata devi andare un po' più largo per fare maggiore percorrenza. Non sono segreti. Mi viene di istinto, mi viene facile, ma io resto lì e gli altri arrivano ogni volta più vicino. Dobbiamo continuare a lavorare".
Alex prova a spiegare la superiorità di Marc
Alex Marquez è secondo nella classifica delle pre-qualifiche, con poco più di 2 decimi di distacco, ma sul passo la situazione è peggiore: "Quando ti manca mezzo secondo di ritmo - ha detto a Sky Sport MotoGP - sei lontano. Al mattino ero a 9 decimi, poi ho visto che nel 2019 in FP1 il suo vantaggio sul secondo era di 1.6, quindi mi sono detto che ero più vicino e che era positivo. Marc qui fa la differenza, abbiamo i sui dati e provo ad andare forte nelle curve in cui lui fa la differenza. La teoria è molto chiara, ma dopo la pratica è molto difficile".
Il pilota del team Gresini ha spiegato come Marc sia in grado di fare la differenza rispetto a lui e agli altrui piloti della griglia MotoGP: "Stringe di più le linee, quindi fa meno metri, ma normalmente facendo così la velocità è un po' inferiore; invece, lui riesce a fare la linea interna restando più veloce di noi. Usa molto bene l'angolo e non fa slittare la gomma, è una manovra super pulita. Ha le curve lunghe a sinistra in cui fa molto la differenza. La 10 ha il suo nome per un motivo, ma è forte anche nella 16-17 e nell'ultima curva. Pure nella chicane 8-9 fa la differenza. Provo ad avvicinarmi, però non è semplice, perché mi sembra che il davanti mi si chiuda in ogni momento. Lui ha la fiducia e il controllo per poter chiudere quelle linee a quella velocità".
Imitare l'otto volte campione del mondo è complicato. Comunque Alex proverà a limitare i danni nelle gare del weekend, arrivare secondo ad Aragon non sarebbe affatto un disonore contro questo Marc in grande spolvero.
Foto: MotoGP