di André Lecondé/paddock-gp
Per tre anni la Ducati sembrava aver preso le chiavi della MotoGP. Pecco Bagnaia, Jorge Martin, le Rosse che dominavano ogni curva, la tecnologia che soffocava la concorrenza.
Ma ora il vento sta cambiando. Due gare, due schiaffi: prima la Honda con Johann Zarco a
Le Mans, poi l'Aprilia con Marco Bezzecchi a
Silverstone. E la Ducati? Relegata al ruolo di osservatore. Il messaggio è chiaro: il dominio non è più assoluto.
Dietro questo capovolgimento: le famose concessioni. Un piano strategico messo in atto da FIM e Dorna per riequilibrare una griglia soffocata dal rullo compressore di Borgo Panigale. Yamaha e Honda, a lungo relegate al rango di comparse, hanno beneficiato di un trattamento speciale: più test, più motori omologati, più libertà nello sviluppo. E questa volta, la scommessa paga.
La Yamaha, che sembrava sepolta nel 2023, è risorta grazie a Luca Marmorini e al suo lavoro sul nuovo motore. Un Fabio Quartararo ringiovanito ha conquistato tre pole position consecutive e ha sfiorato la vittoria a Silverstone. Ha trovato un pacchetto competitivo, una moto che attacca e resiste e, soprattutto, una sicurezza che non vedevamo dai tempi del suo titolo.
Ducati: le crepe nell'impero e il Mondiale MotoGP rilanciato
Per quanto riguarda Honda, la metamorfosi è ancora più spettacolare. Con l'uscita di Marc Marquez , il marchio ha riorganizzato la sua gerarchia, ascoltato i suoi piloti e investito in uno sviluppo mirato. Joan Mir e Luca Marini sono entrati regolarmente in top 10, mentre Johann Zarco è diventato l'uomo forte del momento. Due podi consecutivi, tra cui una vittoria, e una Honda in agguato per il titolo costruttori. Senza precedenti dal 2021.
Nel frattempo la Ducati scopre di non essere più sola al vertice. La GP25, che dovrebbe essere la naturale evoluzione, si rivela capricciosa. Bagnaia, un tempo maestro del controllo, accumula cadute e dubbi. "
Qualcosa non va" dice. Aderenza anteriore, sicurezza in frenata: tutto sembra deteriorarsi. Anche il leader del campionato Marc Marquez sta iniziando a perdere terreno. Non c'è più margine.
Ciò che i concessionari hanno realizzato è un'impresa: ravvivare l'interesse. L'era dell'invulnerabile Ducati è finita. Yamaha attacca, Honda risponde, Aprilia emerge. I tifosi non chiedono più "quale Ducati vincerà il Gran Premio", ma "chi sorprenderà questa settimana". La suspense è tornata, e con essa i marchi leggendari. E quando i giganti si risvegliano, la MotoGP ritrova tutto il suo splendore.
Foto: Monster Energy Yamaha MotoGP