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Ultimi due week-end
Superbike per
Jonathan Rea, che punta al settimo titolo mondiale. Ma è anche tempo di bilanci e riflessioni, al di là del risultato finale. Perché il sei volte campione del mondo ha da tempo riposto nel cassetto il sogno della MotoGP, senza mai dimenticarlo. Quel cassetto riaperto da
Valentino Rossi nel corso del GP di Austin, quando ha indicato il nordirlandese come candidato perfetto per la classe regina. Peccato che l'età (34 anni) non giochi a suo favore, in una categoria sempre più aperta ai giovani che ai piloti esperti.
Un passato senza futuro in MotoGP
Ricordiamo che Johnny ha disputato due Gran Premi in sella alla Honda RC-V come sostituto di Casey Stoner. Era la stagione MotoGP 2012, un giovanissimo Rea calcava l'asfalto di Misano e Aragon segnando un ottimo risultato (ottavo posto). Poteva essere un trampolino di lancio, ma il nordirlandese è rimasto in
Superbike e la scelta è stata azzeccata: 107 vittorie fino ad oggi e ben sei titoli iridati.
Le parole di Valentino Rossi sono arrivate all'orecchio di Jonathan: "
Avere questa citazione da Valentino è davvero bello, perché è il più grande di tutti i tempi nel motociclismo e abbiamo molto rispetto reciproco. A volte mi manda dei messaggi dopo una gara o viceversa - ammette ad Autosport -,
e sono un suo grande fan".
Peccato aver avuto la possibilità di correre solo due wildcard, senza mai ricevere un'offerta allettante. "
Ho avuto alcuni momenti difficili nella mia carriera con la mia precedente squadra [Ten Kate Honda],
alcuni grandi momenti, alcuni momenti difficili. Ma quando sono entrato in Kawasaki sono stato super felice", ha sottolineato
Jonathan Rea. "
La vita è stata davvero bella, ho vinto. L'unico punto interrogativo che devo pormi è cosa potrei fare in MotoGP? Perché non lo so. Non posso avere rimpianti perché non ho mai avuto questa possibilità. Ma questa è la vita".
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