[fncvideo id=327267 autoplay=true]
Gran Premio di Stiria trionfale per Pramac Racing, che ha festeggiato la prima vittoria con
Jorge Martín. Anche
Johann Zarco però non s'è comportato male: pur con qualche difficoltà finale ha chiuso sesto, anche lui davanti alle rosse del team factory. Ha ceduto qualche punto al connazionale e leader MotoGP
Quartararo 3°, ma non lo vede come un problema. Il risultato del compagno di box lo sprona certo a fare meglio, ma il bicampione Moto2 sa bene di dover lavorare ancora sui suoi automatismi, sui suoi 'blocchi', che in un certo senso lo stanno un po' rallentando...
Parlando della gara,
"Il primo scatto non è stato dei migliori, non sono riuscito a lottare molto. Alla ripartenza è andata molto meglio" ha sottolineato
Johann Zarco.
"È stato bello lottare con Fabio, ma lui frena forte e tardi. Anche se fossi riuscito a passarlo sul dritto non avrei potuto sfruttare il vantaggio." Inizialmente aveva anche cercato di tenere il passo di Martín e di Mir, per poi essere protagonista della lotta per il terzo gradino del podio.
"Ho corso anche un piccolo rischio alla curva 7, dove poi è caduto Jack. Ho cercato di non commettere errori, provando a riprendere Fabio. Ma ho iniziato a spinnare." Non riuscendo così a contenere il ritorno di Nakagami e Binder.
"Perdere due posizioni all'ultimo giro è deludente, ma non è un dramma per il campionato." Sottolinea poi che "Sono contento per la vittoria di Jorge e del team. Lo dico sempre che abbiamo un grande potenziale e questa ne è la prova." A lui però questo passo non è ancora riuscito e spiega perché. "Mi mancano dei dettagli per essere rilassato come lui, forse per i troppi automatismi che non mi permettono di essere 'libero'. Ma è di motivazione." Spiega poi meglio cosa intende. "Se mi confronto con Jorge, non è come corro io. Sono sempre stato "timido" con l'anteriore in frenata e lui non lo è. Anche se sono veloce, non è abbastanza per fare i passi avanti che vorrei."
Rimarca anche che "La moto ha il potenziale per fare quello che ha fatto Jorge su ogni circuito. Sfortunatamente io ho ancora qualche blocco che non mi permette di fare di più, come su questa pista." Un aspetto su cui lavorare. "La prima sensazione è la delusione, invece bisogna trasformarlo in una cosa buona. Ho un esempio accanto: un ragazzo di 20 anni che non fa domande ed è forte in questo senso, l'opposto rispetto a me." Commenta poi anche la questione contatti. "Nelle curve piccole, per superare, devi prenderti dei rischi e può succedere. La prima curva è stata complicata. Marc è un pilota che non esita in questi casi: non è aggressivo, sa di poterlo gestire."
Per finire con il brutto incidente tra Pedrosa e Savadori che ha portato alla bandiera rossa. Proprio alla curva 3, uno dei punti critici definiti dai piloti MotoGP.
Johann Zarco ne sa qualcosa visto quando successo l'anno scorso...
"È stato meno drammatico" ha dichiarato l'alfiere Pramac.
"Ma stavolta la moto ha preso fuoco, è questo che ha fatto più impressione. Ma può succedere, dipende sempre da come viene colpita. Probabilmente quella curva sarà cambiata per l'anno prossimo."Foto: motogp.com
[correlati]MotoGP[/correlati]