di Manuel Pecino/motosan.es
Il pilota MotoGP
Franco Morbidelli si confida come mai prima in un'interessante chiacchierata in cui rivede la sua carriera finora. Confessa anche che, nonostante i momenti molto difficili, la voglia di correre non è mai scomparsa. In questa intervista così personale 'Franky' racconta pure l'ottimo rapporto con Gino Borsoi ed il supporto ricevuto dal team Pramac.
A molte persone è sfuggito che hai recuperato 8 posizioni nel GP in Austria. La tua gara migliore in MotoGP da quando sei con Ducati, giusto?
Quando sono rientrato in pista ero 18°, è stata una gara in cui ho dovuto compiere molti sorpassi. È stato il mio weekend di più alto livello, soprattutto venerdì. Sfortunatamente ho commesso qualche errore di troppo sabato nel giro di qualifica, ma senza dubbio è il mio livello migliore al momento. Devo dire che mi manca ancora l'ultima parte di gara, pensavo di arrivare più avanti domenica sia per la velocità che avevo sia per come stavo recuperando. A circa 7-8 giri dalla fine però avevo rovinato troppo le gomme.
Da quand'è che hai recuperato questo feeling?
Credo di aver fatto una gara simile in Francia: alla fine del primo giro ero 17°, avevo perso molte posizioni, e ho chiuso 7°, lottando fino alla fine con Aleix Espargaro. In quel momento ho pensato che il ritmo, il passo era ottimo. Ora dobbiamo concentrarci su altri aspetti per arrivare a lottare per le prime cinque posizioni, ci lavoreremo.
In che direzione devi andare per sistemare quello che manca?
Devo sistemare bene il setting anche per fare un buon giro secco. Ora ho un bel ritmo in gara, riesco ad essere abbastanza rapido con le gomme un po' usate. Quando sono nuove invece non riesco ad essere così veloce come vorrei. È la stessa cosa che è successa a Marc Marquez: non riusciva a passare la Q1 all'inizio dell'anno, partiva 12° o 13°. Forse è una caratteristica della Ducati, quando arrivi ti serve tempo per capire e sistemare tutto.
Bisogna essere più forti quando si lotta per le vittorie, come in MotoGP 2020, o quando si è più indietro?
È una domanda difficile, sono momenti complicati per motivi diversi. Devi mantenerti calmo quando stai lottando per un campionato, quando stai lottando per vincere, per mostrare così tutto il tuo potenziale in pista. Quando sei più indietro devi lottare con tante più cose, forse più piccole, ma che ti raffreddano. La gente poi parla di quello che ti succede, ti vengono i dubbi quando stai dando il massimo ma non funziona niente. Ci sono molte cose da affrontare quando sei più indietro, il fatto che non sia sempre colpa è un peso in più.
Il 2021 è stato un anno in cui la velocità c'era, ma nella seconda metà di stagione mi sono fatto male. Due anni in cui ho dato tutto per arrivare a certi risultati, soprattutto nel primo anno in cui il mio compagna di squadra faceva bene e io non capivo perché no. È stato difficile. Io sono un ragazzo che ama tantissimo il motociclismo, andare in moto, fare gare, lottare in pista e fuori. Certo ero molto scoraggiato, ma non mi è mai passato per la testa di non voler andare a correre.
Jorge Martin sta lottando per il titolo MotoGP, tu sei un po' più in ombra. Gino Borsoi gestisce questa situazione... Come ti trovi con lui?
Ho un rapporto speciale con lui, lo conosco da quand'ero un bambino. Quando avevo 11 anni Gino chiese ad Aprilia di farmi girare un po' con loro. L'ho conosciuto così, da quel momento ho fatto la Cuna de Campeones e l'ho visto poi in altre occasioni. Quest'anno ci siamo ritrovati dopo tanto tempo. Le sue parole sono sempre state quelle di un pilota che capisce cosa sta passando un altro pilota, ha sempre la parola giusta in ogni momento. Mi piace molto, mi trovo molto bene con lui.