Pecco Bagnaia lasciava Balaton Park con il sorriso, nonostante il nono posto. “Il cambio epocale” gli aveva infuso la speranza di aver trovato una soluzione ai suoi problemi. Aspettativa disillusa a
Barcellona: solamente 23° al mattino e 21° nel pomeriggio di venerdì. Di nuovo 21° nelle qualifiche. Qualche posizione in avanti (14°)
nella Sprint. Tutto da rifare.
L’analisi Ducati che non convince
Mancanza di grip, difficoltà a fermare la moto e a portarla al massimo grado di piega: i problemi sono i soliti. A suonare nuove, invece, sono le parole di Davide Tardozzi. Dopo le prove, il team manager Ducati ha sottolineato ripetutamente ai microfoni di Sky Sport che la Rossa è in difficoltà. E qui la cacofonia: Tardozzi si riferiva non solo a Bagnaia, ma anche a Marquez. Sì, Marc Marquez, proprio lui! Il dominatore del campionato con 11 vittorie su 14 gare. A Barcellona Marc non è incontrastabile come altrove, ma associare il concetto di “sofferenza” al n. 93, in questo momento, stride come una scivolata nel serpentone di Austin.
Il paradosso: la moto che vince non è "a postissimo"
“Marc soffre pesantemente alla 3 e alla 13-14, sia per sue problematiche, sia perché la moto non è a postissimo. Ci sono moto più a posto”. Il concetto di sofferenza espresso da Tardozzi può avere senso se riferito alla difficoltà fisica di Marquez nelle curve a destra (lascito dell’infortunio del 2020), ma non se allargato alla Ducati. Come può la moto che ha vinto tutte le gare tranne due non essere a postissimo? Ok, al Montmelò le KTM sono più vicine, la Yamaha di Quartararo è lì, ma dalla prima casella scatta una Ducati, addirittura dell’anno scorso. La sprint, tanto per cambiare, l’ha portata a casa Marc Marquez.
Un goffo tentativo di distogliere l’attenzione da Bagnaia
“
Stimo soffrendo, ribadisco – aggiunge il team manager Ducati –. I
n questo momento siamo particolarmente in difficoltà, sia con Pecco sia con Marc. Dobbiamo continuare a soffrire”. Il tentativo di Tardozzi di distogliere l’attenzione dalla crisi di Bagnaia è evidente. In buona fede, ma goffo e forzato. Tant’è che all’ennesima ripetizione di “
stiamo soffrendo”, dallo studio si sente
“lo abbiamo capito bene”. Come abbiamo capito bene che tutti remano nella direzione di risollevare una situazione che – checché ne dica Dall’Igna, a cui il termine non piace – sta diventando
pesante. E il peso, oltre a rallentare, se eccessivo può far affondare anche le imbarcazioni più regali. Tardozzi ne è consapevole, ma non tapperà lo squarcio in sentina gettando l’acqua sulla barca compagna di traversata, quella integra e vincente.