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Spegne 80 candeline il dottor
Claudio Costa e alla vigilia del suo compleanno ha smosso non poco il mondo della MotoGP
con le parole rivolte a Marc Marquez. Non sempre ha avuto vita facile nel trattare con i grandi campioni delle due ruote. Anche con
Valentino Rossi i rapporti non sono sempre stati idilliaci. Bisogna risalire Gran Premio d’Italia del 2010, dove il Dottore aveva rimediato una frattura scomposta di tibia e perone nelle prove del venerdì. Il campione di Tavullia rifiutò le cure del Dottor Costa, temeva potessero aggravare la sua situazione. "
Lui sa quante volte sono riuscito a farlo salire sulla moto anche in condizioni difficili".
L'incomprensione del Mugello 2010
Un affronto che addolorò l'ex capo della Clinica Mobile che, a distanza di anni, ha comunque chiesto scusa a
Valentino Rossi. "
Da medico, avrei dovuto accettare questo suo dubbio, cercare di comprenderlo, fargli capire che non avrei mai fatto nulla di male contro di lui, se non fargli vincere la gara e il campionato del mondo. Quando alla fine dell’anno si è operato lo stesso mi aspettavo che venisse da me, ma non è andata così... Sono io ad aver sbagliato pur avendomi lui provocato".
Nell'edizione di venerdì de 'La Gazzetta dello Sport' il dott.
Claudio Costa è ritornato a parlare del pesarese. Qual è il suo segreto? "
Il gioco. Ha corso divertendosi... Grandissimo". Tra i due il rapporto è iniziato quando
Valentino Rossi era ancora un fanciullo, "
perché conoscevo suo padre. All’inizio lo curavo quando cadeva facendo le gare con il motorino a Tavullia. Un giorno la madre mi disse che desiderava che Valentino prendesse un titolo di studio - ricorda il dottore romagnolo -.
Io le dissi che avrebbe vinto più titoli correndo con la moto". Nel suo cuore ci sono soprattutto Doohan e Capirossi, ma tutti i piloti sono stati come dei figli. "
È vero. Ho avuto qualcuno su cui vegliare, che è la missione dell’uomo".
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