Davide Tardozzi ha festeggiato titoli mondiali con i colori Ducati e in veste di manager con Carl Fogarty, Troy Corser, Troy Bayliss, Neil Hodgson e James Toseland. Nel 2010 Tardozzi ha provato la carta BMW, durata una sola stagione, prima di fare ritorno a Borgo Panigale. Dal 2014 è ritornato ad essere team manager nel team Ducati factory MotoGP. "
Non è stato così facile all'inizio. Quando un ex pilota diventa team manager è difficile scendere mentalmente dalla moto". Ma l'esperienza gli è stata utile per entrare nella mente dei piloti e gestire al meglio il box: "
La chiave è dare ai piloti quello di cui hanno bisogno e non quello che vogliono".
Tardozzi cuore pulsante del box Ducati
Nella nuova era MotoGP ha vinto il primo titolo mondiale con Pecco Bagnaia e c'è anche la sua firma. L'esperienza di
Davide Tardozzi è un ingrediente basilare all'interno del box, sempre pronto a dare spiegazioni, supporto, senza nascondersi mai dietro le quinte e lottando in prima linea con la sua passionalità. Sapere cosa necessitano i piloti "
fa parte dell'esperienza, devi immaginarlo. Ripensi anche alla tua carriera. Quando ti fermi sai quali errori hai fatto o quale passo devi fare per andare avanti - spiega a Motogp.com -.
Devi avere questo talento per fare questo lavoro. I piloti sono la parte più importante della squadra".
Immagazzinato il titolo MotoGP 2022 si guarda avanti per aprire un ciclo vincente. Davide Radozzi è il braccio esecutore del trio formato con Gigi Dall'Igna e Paolo Ciabatti. Ribattezzato da Sky Sport MotoGP con il nome di "Rocky Tardozzi" non nasconde le sue emozioni nella buona e nella cattiva sorte. Passione allo stato puro, il primo a festeggiare, il primo a richiamare un pilota quando è necessario. "Dall'Igna è il capo di tutti, però lascia abbastanza spazio a me e Ciabatti quando si tratta delle nostre aree. Gigi è molto concentrato su ciò che sa fare meglio: la gestione tecnica e il farci lavorare nelle nostre aree di competenza".
Colpaccio MotoGP mancato nell'era Marquez
Nel 2023 dovrà gestire due purosangue come Pecco Bagnaia ed Enea Bastianini, facendo grande attenzione a non spostare mai l'ago della bilancia dall'una o dall'altra parte. Dopo la lunga attesa durata 15 anni, il marchio Ducati ha riportato a casa il Mondiale. Più volte l'impresa era stata sfiorata da Andrea Dovizioso, Pecco si è avvicinato nel 2021 con un finale di stagione sorprendente che ha dato fiducia e coraggio per l'anno successivo. Un trionfo iridato finora mai centrato anche per colpa della Honda di Marc Marquez, un muro coriaceo fino all'incidente di Jerez nel 2020. "
In un certo senso era un muro - sottolinea
Davide Tardozzi a Speedweek.com -.
Perché Marquez è uno di quei pochi piloti che lasciano il segno... Ecco perché era un problema in più per noi".
Foto: MotoGP.com