MotoGP, Dall'Igna ha beffato tutti: "Pensavano fosse il motore..."

MotoGP
sabato, 20 luglio 2024 alle 10:07
gigi dalligna e pecco bagnaia
Ducati ha vinto il titolo MotoGP negli ultimi due anni e si avvia a conquistare anche quello del 2024, affermandosi come prima forza del paddock per il terzo anno consecutivo. Aprilia e KTM sono riuscite a ridurre il gap dei loro prototipi rispetto alla Desmosedici GP, ma il divario resta ancora sostanzioso. Buona parte di questo predominio incontrastato va al direttore generale Gigi Dall'Igna, che ha saputo allestire una squadra e un pacchetto vincenti.

L'era della Ducati

Dalla prossima stagione MotoGP la Casa di Borgo Panigale dovrà fare a meno di un team satellite (Pramac), quindi due moto in meno in griglia. Una prospettiva che non sembra preoccupare gli uomini della Ducati, intenzionati a restare a questi livelli il più a lungo possibile. "Vincere è una cosa, continuare a vincere è un’altra. Vogliamo continuare a competere nei campionati più impegnativi, il Campionato del Mondo MotoGP e Superbike, e non solo per due, ma per cinque o sei anni", dichiara Dall'Igna in un'intervista a Speedweek.com.
Forse il vero rischio è che l'ingegnere veneto possa venire arruolato da un grande marchio giapponese, visto che Honda e Yamaha sono in grandi difficoltà da alcuni anni. Inutile negare che ci siano stati diversi colloqui negli ultimi mesi e nell'estate scorsa, ma si sono risolti in un nulla di fatto. "Ci sono stati diversi contatti, ma alla fine ho sempre creduto che Ducati fosse il miglior costruttore con cui lavorare". Dall'Igna ritiene che i brand nipponici siano in difficoltà perché "hanno sottovalutato gli avversari e questo è sempre un problema. Se vuoi battere un avversario, non puoi sottovalutarlo".

La sfida con la Honda

Fino a quando c'era Marc Marquez sulla Honda diverse lacune tecniche venivano mascherate dalla stoffa del campione. Con il suo addio, il marchio dell'Ala è sprofondato all'ultimo posto in classifica, divenendo l'ultima ruota del carro del campionato MotoGP. "Quando hai un pilota molto forte, spesso questo ti porta a non vedere i tuoi avversari allo stesso livello, perché pensi di avere chi risolverà i problemi. Ma anche se hai un campione devi continuare a lavorare perché devi sempre dare al tuo pilota la migliore moto possibile. Ma devi ascoltare tutti i tuoi piloti per migliorare il livello della moto".
Gigi Dall'Igna è arrivato in Ducati nel 2014 e prima di arrivare a vincere il titolo mondiale ha dovuto attendere molti anni, sfiorando il successo già con Andrea Dovizioso, che però doveva fare i conti con un osso duro come Marquez. "Eravamo già arrivati ​​secondo e terzo nella prima gara del 2015 e stavamo lottando per la vittoria. Se hai le idee giuste, le persone giuste e la giusta organizzazione, penso che puoi farcela rapidamente... Se i giapponesi si organizzassero bene, potrebbero tornare competitivi in ​​breve tempo…".

Ducati regina dell'holeshot

Merito anche della ricerca e degli investimenti nel campo dell'aerodinamica, dove il costruttore emiliano ha saputo fare la differenza. Anche sui dispositivi holeshot Ducati si è mostrata un passo avanti rispetto alla concorrenza e questo ha agevolato non poco il compito di Pecco Bagnaia e degli altri piloti del marchio. "Siamo ancora i migliori in questo senso perché il nostro sistema (holeshot) generalmente funziona un po’ meglio degli altri. Ma penso che raggiungeremo il limite nei prossimi due anni", conclude Dall'Igna. "Tutti pensavano che fosse il motore a renderci così veloci sui rettilinei, in realtà era qualcos'altro".

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