Dopo i due giorni di shakedown,
Alex Rins ne ha avuti altri tre di
test a Sepang per continuare a familiarizzare con la Yamaha M1. Tanti chilometri percorsi per cercare di capire al meglio la moto e dare le corrette indicazioni agli ingegneri. Essendo tornato in un team ufficiale, come ai tempi della Suzuki, il suo contributo allo sviluppo diventa fondamentale ed è proprio quello che voleva dopo l'esperienza in LCR Honda.
MotoGP, test Sepang: il bilancio finale di Rins
Il sedicesimo posto finale non è quello che sognava, ma comunque Rins non lascia la Malesia scontento: "
Sono felice e soddisfatto. Ci è mancato lavorare di più sulla messa a punto della moto - ha spiegato a
Motosan.es -
perché avevamo qualche problema in frenata ogni giorno. Abbiamo fatto alcune cose, cercando la giusta direzione. Alla fine abbiamo montato la gomma per una simulazione di sprint e non è andata male, ma dobbiamo ancora trovare il setup per poter guidare più tranquillo. Per il resto, abbiamo fatto tanti giri e provato molte cose nuove. Siamo soddisfatti del risultato".
In Qatar (19-20 febbraio) ci sarà modo di lavorare ancora sulla M1: "Abbiamo già selezionato alcune cose, ad esempio carena e forcellone, ma non abbiamo provato il telaio. Abbiamo testato i dispositivi e altre cose che sono cambiate. Ho parlato con Fabio e mi ha detto che la moto è un po' più competitiva rispetto all'anno scorso. Io vorrei migliorare la frenata, cercando di avere più contatto tra gomma posteriore e asfalto. La moto è forte in frenata, però se sia per il mio stile di guida. Dobbiamo analizzarlo, perché questo non è il mio stile. Vedremo cosa faremo".
Alex non si mette fretta
Il pilota del team Monster Energy Yamaha sa che avrà bisogno di tempo per essere davvero veloce: "La mentalità di tutti i piloti è quella di vincere. Ma dobbiamo avere ben chiaro che siamo in una fase di sviluppo e miglioramento della moto. Le persone del team sanno quali passi compiere. Credo che con Quartararo e Crutchlow stiamo seguendo una buona strada. Ho un bel gruppo di lavoro, possiamo fare cose interessanti".
Da non dimenticare che la casa di Iwata gode di "test liberi" e pertanto, come la Honda, avrà un vantaggio da gestire nell'arco della stagione. Più tempo in pista per migliorare la moto non è una cosa da poco, considerando pure lo sviluppo libero del motore che è un altro vantaggio importante.
Foto: Yamaha MotoGP