L'incidente all'ultima curva della Race of Champions Ducati fra Marc Marquez e Nicolò Bulega è diventato un caso di portata mondiale. Da due giorni tiene banco sui media e soprattutto sui social, con milioni di persone a scontrarsi sull'attribuzione della responsabilità all'otto volte campione del Mondo. Ha toccato Bulega nel tentativo di superarlo? C'era bisogno di giocarsi il terzo posto di una gara show, fra piloti dello stesso marchio, con
tutti i rischi connessi? Quesiti che trovano adeguata risposta nella sequenza dell'incidente, che anche se presa da lontano, è più che chiarificatrice (
la vedete qui). Ma il risvolto che ci interessa di più, esula dal fatto di "gara" e coinvolge un tema ben più ampio: la diffusione di notizie e perfino di dichiarazioni virgolettate completamente inventate.
Nicolò Bulega non ha mai parlato del fatto
Nella stessa serata di sabato ha cominciato a circolare una corposa dichiarazione di Nicolò Bulega che, testualmente, riporta: "...Il pilota del WorldSBK dice che l'incidente alla curva finale è stato puramente colpa sua..." Più avanti: "E secondo Bulega, lui e Marc non hanno contatti". Un autentico fake, cioè un'invenzione, perchè Nicolò Bulega non ha mai parlato del fatto. Nè in circuito a Misano, nè altrove. Nel groviglio di condivisioni, traduzioni e copia-incolla tipici dei social, è improbabile risalire all'autore del falso. Ci fosse qualcuno che ha capito da dove sia arrivata, quindi ha prove di attribuzione certa, ce lo faccia sapere, perchè sarebbe assai interessante da sapere.
Il cappello sopra
E' invece evidente che diversi personaggi riconducibili al nostro mondo abbiano preso spunto dalle (false) dichiarazioni di Bulega per giustificare la condotta di Marc Marquez. Il senso era: se lo dice Bulega stesso che non c'è stato contatto, perchè vi accanite come sempre a dare la colpa a Marquez? In una direzione o nell'altra, i fatti di Misano hanno rinfocolato la vecchia, interminabile diatriba a distanza fra tifosi di Valentino Rossi, che vedono lo spagnolo come il fumo negli occhi memori dello scambio di cortesie del 2015, e gli anti-Rossi (inteso come personaggio e i suoi tifosi) che al contrario considerano Marc vittima del "sistema". Questo uso manipolatorio ha dato ulteriore enfasi al fake, facendolo diventare virale.
La smentita di...tutti
Fin da sabato pomeriggio noi abbiamo avuto contatti con persone a diretta conoscenza dei fatti. Cioè persone vicine a Nicolò Bulega, il team Aruba Racing e la Ducati stessa. Tutte ci hanno confermato che il pilota mai ha parlato del fatto, e non avrebbe fornito alcuna dichiarazione. Il motivo è evidente: spiegare la dinamica dell'episodio ne avrebbe accresciuto la portata, a danno di Marc Marquez che è un pilota della stessa Ducati, per altro annunciato da poco come futuro ufficiale MotoGP per il biennio 24-25. Ma c'è chi Bulega lo ha fatto parlare comunque, facendogli esporre una ricostruzione che il diretto interessato probabilmente non si sarebbe mai sognato di fare. Nicolò ha esplicitato il suo pensiero sull'incidente allargando sconsolato le braccia un istante dopo essersi rialzato dolorante.
Un precedente gravissimo
Nella nostra vita ormai siamo abituati a convivere con false informazioni di ogni genere, soprattutto nelle circostanze più drammatiche. Chi fa la guerra quasi mai racconta la verità, è sempre stato così e oggi, coi social, far girare false informazioni è strategico come bombardare e uccidere. Ma nello sport, e soprattutto nel nostro, perchè? Se l'andazzo e i rischi sono questi, se è così facile mettere in bocca qualunque cosa a qualunque pilota, chi ci dice che tutto quello che leggeremo domenica sera dopo il GP a Silverstone sarà vero? Chi ci mette il bollino di "autenticità"? Il tema è molto scottante.