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Uno dei grandi assenti nella lotta iridata di questa stagione 2020 è senza dubbio
Jeffrey Herlings. Chissà come sarebbe stata la battaglia con Tim Gajser e Tony Cairoli (più la 'mina vagante' Jorge Prado), visto che proprio l'alfiere dei Paesi Bassi stava comandando la classifica provvisoria... Sfortunatamente il
nuovo infortunio in cui è occorso a Faenza rimanda tutti questi discorsi al prossimo anno, con il campione MXGP 2018 che senza dubbio si presenterà al via ancora più agguerrito. Certamente sarà pronto a lottare fin da subito per la corona iridata.
Nel frattempo però il giovane pilota di Geldrop-Mierlo è costretto a guardare gli altri dal divano di casa, impegnato nella convalescenza. Fortunatamente si è lasciato alle spalle il momentaneo timore di aver concluso anzitempo la sua carriera... "Non sentivo niente" ricorda Herlings a mxgp.com. "Muovevo solo il collo e la testa, un po' le dita, ma per mezz'ora nient'altro. Pensavo già alla sedia a rotelle..." Certo la paura peggiore per un motociclista, ma la mancanza di sensibilità non è durata a lungo. "Nel giro di un'ora mi sono sentito come nuovo. Alle quattro di domenica pomeriggio sono uscito dall'ospedale camminando."
In tre settimane poteva ripartire, ma oltre alla recente botta alla schiena c'era una caviglia da sistemare da troppo tempo. Il consulto e la scelta dell'intervento, rimandando ogni opzione mondiale. Non ha fretta il pilota Red Bull KTM Factory, che per l'ennesima volta però vede sfumare la possibilità di lottare per il suo secondo titolo MXGP. "Le ultime due stagioni sono stati molto difficili, ma ho altri tre anni di contratto con KTM." Tante vittorie in gara (davanti a lui solo Everts e Cairoli) ma non è riuscito a trasformarle in campionati. "Ho 90 vittorie a referto, ma solo quattro titoli [tre in MX2, ndr]." Un'altra motivazione in più per il 2021.
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