I numeri sono impietosi, quasi violenti. Michael Ruben Rinaldi è 18esimo nella classifica generale del Mondiale
Supersport con appena 17 punti. Il suo compagno di squadra Lucas Mahias è invece sesto con 74 punti. E dire che la nuova Yamaha R9 è una gran moto. Stefano Manzi sta dominando il campionato ma non solo. Sta andando molto bene anche Can Oncu e perfino l'esordiente Aldi Mahendra riesce a farsi notare.
Cosa sta succedendo allora a Michael Rinaldi? Nessuno disimpara ad andare in moto, è impossibile. Il pilota romagnolo ha gareggiato per sette anni nel Mondiale Superbike e quasi sempre da protagonista. Nel 2020 ha vinto il Trofeo Indipendenti, due anni dopo si è classificato quarto in classifica generale e la stagione successiva quinto. Complessivamente ha conquistato cinque vittorie, è salito sul podio 23 volte ed ha centrato tantissimi piazzamenti tra i primi sei. Certo, aveva una Ducati ufficiale ma bisogna saperla guidare e lui era all'altezza della situazione. Passato dal team Aruba a Motocorsa è iniziato il declino. Questione di moto ma soprattutto di feeling: tra Michael Rinaldi e Lorenzo Mauri non c'è mai stato. Le porte del Mondiale Superbike si sono chiuse a fine 2024.
Il passaggio di Rinaldi dalla Superbike alla Supersport
Approdato in
Supersport con la Yamaha del team GMT94 tutti pensavano che sarebbe stato protagonista. Era troppo ottimistico ipotizzare che avrebbe potuto duellare con Stefano Manzi per il titolo mondiale ma era lecito aspettarsi dei podi o comunque di vederlo costantemente tra i primi cinque. La stagione, in effetti, non era iniziata male. A Phillip Island aveva conquistato un quarto posto che lasciava ben sperare. Lui stesso era apparso fiducioso
in un'intervista a Corsedimoto. Poi però il nulla. Negli ultimi tre appuntamenti il suo miglior piazzamento è stato il dodicesimo posto in gara2 ad Assen.
Chi lo ha incrociato di recente nel paddock lo descrive come un gattino bagnato, un cucciolo triste ed affranto. Un'immagine lontana anni luce dal pilota austero che gareggiava in Superbike.
GMT94 e piloti italiani: una storia d'insuccessi
"Tre indizi fanno una prova " Scriveva Agatha Christie. Michael Rinaldi è il terzo pilota italiano che fatica enormemente con GMT94. Nel 2021 aveva iniziato l'anno nel team francese Federico Caricasulo. Precedentemente aveva sfiorato il titolo mondiale con EvanBros, era poi passato in Superbike quindi tornato in
Supersport e con GMT94. Nella squadra transalpina non si era trovato assolutamente bene al punto che aveva poi mollato. Cambiato team a stagione in corso, aveva ritrovato il sorriso ed i risultati con due podi con Motoxracing. La storia si è ripetuta con Lorenzo Baldassarri che dopo una stagione ai massimi livelli in Supersport (sempre con EvanBros) è salito in Superbike con GMT94 e si è bruciato. Il pilota marchigiano, da professionista qual è, aveva evitato le polemiche ma per lui era stato un anno molto amaro sotto ogni profilo.
Ora sembra di rileggere lo stesso copione. Forse la squadra non riesce a comprendere le esigenze di Michael Rinaldi e probabilmente c'è qualche automatismo che non funziona come dovrebbe. Non si possono addossare tutte le responsabilità al team che con Lucas Mahias sta facendo un buon campionato ma neppure a Rinaldi che ha certamente il talento e il carattere per puntare almeno al podio. La speranza è che ci possa essere una svolta.
Foto Yamaha Racing