A volte è vero che i soldi non fanno la felicità.
Scott Redding ha lasciato la Ducati perchè in BMW percepirà quattro volte tanto: oltre un milione, contro i 250 mila € che si sarebbe messo in tasca in caso di rinnovo. Con la Rossa, l'anno scorso, aveva firmato sette vittorie salendo sul podio in 23 occasioni. Un bottino principesco, inferiore soltanto a quelli di Toprak Razgtalioglu e Jonathan Rea, le stelle di Yamaha e Kawasaki. Oltre ai soldi, Redding è stato attratto anche dalla sfida tecnica: rendere veloce la BMW, riuscendo là dove aveva fallito il connazinale Tom Sykes, sarebbe stato esaltante. Già, sarebbe. Perchè è bastato il primo round al Motorland Aragon per precipitare
"Scottone" nella delusione più profonda.
"E' stato il peggior week end da quando corro in Superbike", è stato l'amara ammissione.
Livello di guardia
In Spagna, nonostante le due giornate di test pochi giorni prima del debutto, tutto era andato storto. "
Nei collaudi precampionato erano emersi parecchi problemi, le gare sono state anche peggio" ha ammesso Redding, tornato a casa con un solo punto raccolto. Il ritiro per guasto ai freni in gara 2 aveva fatto salire a livello di guardia la tensione fra pilota, il team SMR (Shaun Muir Racing) e la struttura tecnica BMW capitanata dall'olandese
Marc Bongers. Altro che svolta: l'ingaggio di un top rider come Redding rischia di tramutarsi in un boomerang per i tedeschi, perchè adesso addossare le colpe dei mancati risultati al pilota diventa improbabile.
Piove sul bagnato
Assen è uno dei tracciati preferiti da Redding, qui è sempre andato fortissimo con ogni moto e in tutte le categorie nelle quali ha gareggiato. Ha chiuso le prove libere in decima posizione, a otto decimi da Alvaro Bautista, suo sostituto in Ducati. Meglio di Aragon, ma la scivolata in FP2, in curva uno, è una brutta avvisaglia. "
Ho perso l'anteriore, ero oltre il limite" ha ammesso
Scott Redding. "
Qui stiamo andando un pò meglo, ma al 70% è merito delle differenti caretteristiche della pista: Assen ha meno curve di Aragon". Una dichiarazione che la dice lunga sulla fiducia che il pilota nutre nella moto e di chi ha il compito di svilupparla.
Foto: Mimmo Maggiali