La Superbike ha ritrovato un duello da vecchi tempi:
Toprak Razgatlioglu aveva apparecchiato la tavola di Portimao a suon di record in qualifica, ma ha dovuto sudare sette camice per avere ragione di un Nicolò Bulega bellicoso quanto mai. Uno spettacolo strepitoso, con il turco vincitore del braccio di ferro per appena 67 millesimi di secondo. Altro che Ducati Cup, questo Mondiale ha un bellissimo sapore. Terzo posto per un Andrea Locatelli superlativo con la Yamaha che prova a uscire dal limbo.
Bulega il corpo a corpo che mancava
Il motociclismo moderno va avanti a suon di preconcetti. Tanti sostenevano che Nicolò Bulega fosse forte a pista libera, ma da verificare nel confronto diretto. Al cospetto del pilota Superbike più "mastino" di tutti, cioè Toprak, il ducatista ha sfoderato gli artigli mettendo in discussione una gara 1 che dopo la Superpole avrebbe potuto essere un monologo BMW. Invece niente, Nic ha risposto colpo sul colpo, provandoci fino alla fine. C'è voluta la versione migliore dell'iridato per tenerlo a bada, per un soffio. Toprak considera Portimao il suo giardino di casa, batterlo qui dentro sarebbe stato un colpo micidiale alla notevole autostima del numero uno. Bulega non è solo velocissimo, è anche un finissimo stratega. Domenica avrà altri due colpi a disposizione.
Toprak, ma chi ti inventa le gag?
Bulega mantiene 37 punti di vantaggio nel Mondiale, quindi ha limitato al massimo i danni. Toprak voleva e doveva vincere: dopo la crisi tecnica e le polemiche di Phillip Island è stata la risposta che voleva dare. Aveva parlato di "
Ducati Cup", contestando la bocciatura del telaio
"special" che BMW avrebbe voluto continuare ad utlizzare, ma in realtà su tracciati più convenzionali di quello australiano è sembrato che alla quattro cilindri tedesca non mancasse proprio niente. Infatti ha vinto. Unica nota stonata di un pomeriggio esaltante la gag di cattivo gusto che Razgatlioglu si è concessa dopo l'arrivo: indossare le ali di cartone di un areo da caccia, con tanto di due missili ai lati, di questi tempi anche no. Questa scenetta è stata molto peggio di quella di Donington, quando aveva preso in giro la Ducati per aver chiesto una verifica tecnica alla sua moto.
Bautista altro zero
La morale Ducati: per fortuna Bulega c'è. Perchè Alvaro Bautista, il vecchio condottiero, si è steso subito con Scott Redding, vanificando un probabile podio. Ne ha approfittato Andrea Locatelli, giusto premio per un pilota mai domo che, zitto zitto, sta provando a tirare fuori la Yamaha dalle peste, impresa finora fallita da Jonathan Rea, fermo per frattura e atteso al rientro fra due settimane ad Assen, salvo ulteriori complicazioni. Danilo Petrucci ha incamerato i tredici punti del quarto posto pagando quasi dieci secondi ai due scatenati là davanti. Sabato di passione per Andrea Iannone che scattato dalla sesta fila causa una brutta qualifica e
ulteriore penalità ha recuperato fino al settimo. Non certo quello a cui l'ex MotoGP aspira.