Toprak continua a martellare come un fabbro ma la Superbike a Donington riprende vita.
Alvaro Bautista, il campione in carica, finisce a terra e chiude in sesta posizione un venerdi di sofferenza. Ma a ridare fiato alle speranze Ducati ci pensano uno splendido Danilo Petrucci e un Nicolò Bulega sempre più convincente. Il divario scende a due decimi, il turco al mattino aveva sbaragliato ma adesso fa un pò meno paura. La BMW comunque ha nel mirino un'altra tripletta: la Rossa riuscirà a rovinare il piano partita dei tedeschi?
Toprak insiste, ma rischia
Rispetto al mattino Razgatlioglu ha tolto quattro decimi: 1'26"013 contro 1'26"419 (
qui la cronaca di FP1). Durante la sessione ha rischiato di perdere un paio di volte il controllo della M1000RR, il cronometro ruggisce ma il leader del Mondiale non sembra avere tanto margine. Del resto gli è bastata la prima giornata per andare sotto la pole 2023 di Jonathan Rea dei tempi Kawasaki, e inquadrare il primato assoluto, 1'25"896 firmato da
Alvaro Bautista nella gara sprint sempre un anno fa, quando l'asfalto era stato appena rifatto. Allo spagnolo i conti non tornano, perchè dopo essere incappato in una scivolata alla Redgate (perdita d'avantreno) Alvarito si è arenato in 1'26"580. Dunque mancano sette decimi rispetto al suo "personal best": l'impatto dei cinque chili di zavorra su questo impegnativo saliscendi è così importante?
Petrux e Bulega inseguono
Fatto è che con la stessa Panigale V4 R Nicolò Bulega sia arrivato a 1'26"238, ancora meglio Danilo Petrucci, autore di un formidabile 1'26"235. Il pilota umbro, coi nervi della spalla destra ancora a pezzi, è un fulmine nel tratto veloce. Del resto si è sempre detto che alla Craner Corner si vedono i piloti veri. Invece è stato un venerdi in linea con il grigiore del meteo britannico per Andrea Iannone, appena sedicesimo, ad un secondo secco dalla vetta. Il ritorno nel Mondiale, dopo quattro anni di stop per squalifica, era stato entusiasmante, ma da un paio di gare l'abruzzese non sembra più lui.
Si scuote anche Scott Redding
Al mattino la BMW aveva sparato al vertice anche Garret Gerloff, terzo di sessione, ma in FP2 l'americano è rimasto al palo, sprofondando nelle parti basse della classifica. Si è dato il cambio con il compagno di squadra Scott Redding, salito al quinto posto, ad appena quattro decimi da Toprak. Qui a Donington il britannico rivelò il suo talento vincendo al primo anno di 125 GP, era il 2008: era prevedibile che l'aria di casa gli avrebbe giovato. Al momento Scott è senza una moto per l'anno prossimo, è ora di darsi una mossa...
Jonathan Rea, il muro dei pianto
Invece neanche una pista amica (6 vittorie, 18 podi) ha ridato smalto a
Jonathan Rea. Il matrimonio con Yamaha non prende vigore, anzi sembra ad ogni uscita che la situazione sia peggiore. Vedere un sei volte campione del Mondo solo dodicesimo mette tristezza. Meglio di Rea, con la stessa Yamaha, hanno fatto Andrea Locatelli e Dominique Aegerter. Chissà cosa starà pensando Jonathan osservando le belle prestazioni della "sua" Kawasaki, quarta con Alex Lowes a soli due decimi da Toprak. Quelli che, se le cose fossero andate diversamente, Rea avrebbe potuto avere nel polso destro. La Ninja è in regime di super concessioni (come BMW e Honda) quindi non è neanche parente di quella che pochi mesi fa guidava lui. La fuga in Yamaha ha fatto bene al conto in banca, ma ha spento il campione che conoscevamo.
I tempi combinati del venerdi