Superbike Cremona: Petrucci resta indietro, la dura vita dei privati

Superbike
domenica, 04 maggio 2025 alle 9:22
petrucci
In Superbike cambiano continuamente i regolamenti in modo che ci sia equilibrio, che tutte le Marche possano dire la loro e anche i privati siano in grado di ambire alle posizioni di prestigio. Ma la pista, impietosamente, ci sta dicendo che il risultato è esattamente contrario a quello auspicato. A Cremona, almeno a giudicare dall'esito di gara 1, abbiamo visto due gare in una: là davanti le astronavi Ducati e BMW ufficiali a giocarsela fra loro, gli altri a distanza siderale. Anche Danilo Petrucci, che con la Panigale "indipendente" del team Barni l'anno scorso aveva fatto il fenomeno, vincendo tutte e tre le gare in programma. Stavolta peggio che andar di notte: mettici la partenza in quinta fila, causa gli ostacoli in Superpole, ma la rimonta si è fermata al settimo posto. Stupisce il divario: 24"757 dal vincitore Bulega, con la Ducati che (sulla carta) dovrebbe essere uguale, o almeno simile, alla sua.

Anche Andrea Iannone distacco imbarazzante

La posizione di partenza c'entra il giusto perchè anche Andrea Iannone, partito benissimo dalla seconda fila, non è andato oltre il quarto posto ma soprattutto ha incassato 23"247 di ritardo dal primo. Parlamo di un secondo al giro di media, un delta pesantissimo su un tracciato cortissimo come Cremona. "E' stata una giornata molto difficile" ammette Danilo Petrucci, che neanche nei tre round precedenti, su tracciati assai diversi fra loro, aveva brillato eccessivamente. Anche l'altro ex MotoGP, Andrea Iannone, è sconsolato: "Quest'anno è veramente difficile, sto dando del lei alla moto. Prima (cioè: l'anno scorso...,ndr) andavamo forte, adesso è difficile tutto: fermare la moto, la velocità in curva". Stiamo parlando di due piloti che hanno vinto gare in top class, quindi non degli ultimi arrivati. Quindi i motivi sono tecnici, certamente non attengono alla caratura dei piloti.

Bulega ha alzato l'asticella, ma...

Che Nicolò stia facendo una differenza enorme è un dato di fatto, è un pilota prontissimo per l'obiettivo Mondiale e, in prospettiva, anche per il passaggio in MotoGP. Ma il distacco è veramente enorme, e non può essere circoscritto al talento e al particolare momento di forma di un pilota. Le cause sono tecniche, e siamo di nuovo al punto di partenza: le regole sono sotto accusa. Gli appassionati stentano a comprendere la filosofia della Superbike di oggi, ma almeno si fosse trovato il modo di rendere la partita equilibrata. Invece è il contrario: più le norme diventano complesse, spesso incomprensibili perfino agli ingegneri dei team, più quella che una volta era il Mondiale più amato dagli appassionati va fuori linea. E' una situazione che deve far riflettere.

Bulega dominante anche nel warm up Superbike

I dieci di minuti di riscaldamento in vista delle due sfide domenicali hanno riproposto gli stessi temi del giorno precedente. Nicolò Bulega qui ha una marcia in più, la tripletta è nel mirino, al netto di sfortune varie come quelle capitate nel precedente round di Assen. Toprak Razgatlioglu insegue, con una BMW che su questo pistino non ha il potenziale sufficiente per permettere al turco di fare i soliti miracoli. magari la Superpole Race, di appena dieci giorni, potrebbe essere terreno di battaglia. Appuntamento alle ore 11.
Foto: Silvio Tosseghini

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